Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

“Sicily Gezz", a Villa Piccolo dal 10 al 31 agosto

Capo d'Orlando, dal 10 al 31 agosto “Sicily Gezz: quando i siciliani inventarono il jazz...”. La manifestazione gode del patrocinio della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella e della Città Metropolitana di Messina

Capo d'Orlando, 2 ago 2022 - Prenderà il via la rassegna musicale “Sicily Gezz: quando i siciliani inventarono il jazz...”, organizzata dall'associazione Cross Road Club nel suggestivo scenario del parco della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella a Capo d'Orlando. Saranno ben quattro gli appuntamenti musicali di cui è composta la manifestazione: il 10 agosto con il duo Domenico Collica e Nicola Caminiti; il 16 agosto con il trio “DuSud” di Anita Vitale, Rita Collura e Sergio Calì; il 25 agosto con Marco Corrao e Riccardo Tesi e il “Viaggio immaginario nella Sicilia della memoria” di Kaballà e Antonio Vasta; ed infine il 31 agosto con “My Jazzy Accordion” di Roberto Gervasi, Davide Inguaggiato e Fabrizio Giambanco. 

Una presenza massiccia di musicisti siciliani quindi, e c'é un perché... Come si evince dal titolo, la rassegna è dedicata a quei siciliani emigrati in America tra la fine dell'800 e l'inizio del 900, ed in particolare a quei suonatori di banda che condizionarono profondamente l'evoluzione della nuova musica americana. Sarà infatti dall'incontro tra la tradizione musicale di due minoranze etniche, quella africana e quella siciliana, che nascerà quella miscela esplosiva che prenderà il nome di jazz.
A dimostrazione di ciò vi è il fatto, storicamente accertato, che la prima registrazione di un disco jazz, risalente al 1917, è dovuta a Dominick James “Nick” La Rocca, siciliano di seconda generazione, figlio di Girolamo, suonatore di banda e di Vittoria Di Nino, nati a Salaparuta (TP) ed arrivati in Louisiana nel 1876.

Il disco, inciso da Nick con la sua Original Dixieland Jass Band, ebbe un successo strepitoso, tanto che sorpassò quelli di Caruso e arrivò a vendere un milione di copie! Le storie di questi straordinari personaggi, oggi avvolte dall'oblio, saranno rievocate ad inizio di ogni concerto da Donatella Ingrillì in un viaggio narrativo “Nelle origini del Jazz”.

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