Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

Come si dice benzina in dialetto siciliano? Te lo dice Eni Laiv Stescion (in inglese)

Eni Live Station, il video terminale che parla anche in dialetto, il terminale che parla la tua lingua. Una novità tutta italiana con l’obiettivo di valorizzare il territorio locale: grazie ai nuovi monitor digitali, potrai interagire con i comandi audio del terminale in 5 lingue diverse e nel dialetto del tuo territorio.


13 set 2022 - Il dialetto più parlato è il napoletano, usato non solo in Campania ma, secondo il report Unesco, anche nel sud del Lazio, nelle Marche, in Abruzzo, in Basilicata, nel Nord della Calabria, nella parte centrale della Puglia e in una piccola porzione di Umbria. Questo discorso vale anche per il siciliano parlato da 5 milioni di persone tra l’isola e le zone meridionali di Calabria e Puglia, oltre che in diverse comunità di emigrati sparse per il mondo soprattutto concentrati sulla costa Est degli Stati Uniti.
I nuovi terminali di piazzale delle Eni Live Station sono una generazione di modelli con monitor digitali che, oltre alle funzioni tradizionali, consentono al cliente un'esperienza unica e completamente interattiva. Inoltre l’esperienza lato cliente è ulteriormente migliorata grazie all’interfaccia linguistica che offre 5 idiomi differenti (italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese) e, dove già attivo il servizio, anche il dialetto del territorio.

Perché il dialetto? L’Italia è un mix di realtà, di sapori, di usanze, di forme, di odori e di lingue, è un mix di tante culture, tutte uniche, ognuna con le sue peculiarità, tutte diverse, ma tutte unite sotto un’unica bandiera. I comuni d’Italia sono oltre 7.900 e ognuno di essi ha grossomodo il suo dialetto. I dialetti nei Video Terminali è partito a ottobre 2020 con un progetto pilota che ha coinvolto 18 punti vendita tra Taranto, Lecce, Rimini, Roma e Casal Monferrato. 

In questo progetto si è scelto di adottare, per tutti i comuni della stessa provincia, il dialetto del capoluogo, perché molto spesso quello di un comune è simile al dialetto dei paesi vicini e si differenzia per dettagli come le intonazioni, le vocali o alcune parole. Per questa proposta insolita e al tempo stesso innovativa per Video Terminali delle Eni Live Station sono stati realizzati 110 dialetti, uno per ogni provincia. Ogni dialetto è composto da 48 tracce per un totale di 5.280 file audio. Con l’aggiornamento del software per il caricamento dei dialetti è stata rilasciata anche una nuova versione dell’interfaccia grafica. Contestualmente sarà aggiornata anche la nuova lingua italiano di default Eni.

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