Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Democrazia partecipata: i Comuni siciliani rischiano di perdere due milioni e mezzo di euro

 

DEMOCRAZIA PARTECIPATA: POSSIBILE RECORD DI SPESA NEL 2020. A RISCHIO 2 MILIONI E MEZZO PER IL 2021 E ALTRETTANTO PER IL 2022. SCADENZE PERENTORIE NELL’ULTIMA CIRCOLARE DELLA REGIONE SICILIANA 

Messina, 4 ott 2022 - LA BUONA NOTIZIA: da Bolognetta nel Palermitano a Scaletta Zanclea nel Messinese i Comuni che si sono attivati nel 2022 dopo aver perso i propri fondi per anni I Comuni siciliani rischiano di perdere due milioni e mezzo di euro a valere sui processi di democrazia partecipata del 2021 e altrettanti per quelli del 2022. È il risultato delle analisi del gruppo di lavoro del progetto “Spendiamoli Insieme” della no profit Parliament Watch Italia (PWI), che ha incrociato le informazioni rintracciate dai propri ricercatori con le direttive della Regione Siciliana. Si parte dai dati ufficiali sulla democrazia partecipata, emessi dall’Assessorato regionale alle Autonomie Locali. 

Dati che arrivano con due e tre anni di ritardo (come ha ricordato Giuseppe D’Avella di PWI nell’intervento al raduno di Open Data Sicilia 2022). Si tratta di due anni di ritardo rispetto al dato delle risorse disponibili e di tre anni di ritardo rispetto al dato delle somme effettivamente spese (e delle sanzioni comminate ai Comuni che non hanno applicato la legge). Se tutto dovesse rimanere come è stato finora, dunque, si saprà ufficialmente cosa è successo l’anno scorso solo il prossimo anno e cosa sta succedendo quest’anno solo nel 2024. Nel frattempo, però, i ricercatori di “Spendiamoli Insieme” hanno cercato di fare il punto. E hanno trovato un possibile record registrato nel 2020 quando risulterebbero spesi o impegnati circa 4 milioni su 4 milioni e 642 mila euro disponibili. Subito dopo però si tocca invece il punto più basso. 

Ad essere stati spesi o impegnati nel 2021 risultano 2 milioni di euro in totale. Meno della metà dei fondi che si può ragionevolmente indicare come disponibili. Molti processi dell’anno scorso sono ancora in corso ma il 16 giugno 2021 la Regione ha emanato una circolare con la quale stabilisce che i soldi non impegnati entro il gennaio dell’anno successivo sono definitivamente persi. E i Comuni “ritardatari” sono obbligati a restituirli alla Regione stessa perché possa redistribuirli ai Comuni “virtuosi”, come prevede la legge. 

Secondo le disposizioni attuative previste nella circolare, insomma, le città siciliane devono rinunciare a circa 2 milioni e mezzo per il 2021. E nel 2022? Alla data del 30 settembre “Spendiamoli Insieme” ha trovato spese o impegni di spesa per un milione e 184 mila euro. Il risultato è che si rischia di perdere attorno ai due milioni e mezzo pure nel 2022, anche se quest’anno i Comuni hanno ancora il tempo di correre ai ripari svolgendo velocemente i propri processi di democrazia partecipata. La buona notizia è che nel 2022 ci sono anche Comuni che, dopo aver perso i propri fondi per anni, per la prima volta attivano i processi di democrazia partecipata e si predispongono ad utilizzare le proprie risorse. Tra gli esempi, Bolognetta nel Palermitano, Montallegro nell’Agrigentino, Capo d’Orlando e Scaletta Zanclea nel Messinese, Carlentini e Pachino nel Siracusano.

Per per maggiori dettagli: www.spendiamolinsieme.it

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