Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

«Paura varda vigna e non filagnu»: ma pure il «timore di Dio» la salvaguarda?

«Paura varda vigna e non filagnu» è un proverbio siciliano diffuso pure in Calabria in versione «Paura guarda vigna e non supala». Il senso è che la paura ci permette di salvaguardare l’intera vigna e non soltanto un singolo filare. Già Antonio Vignali, nel 1557, citava questo proverbio nella sua Lettera alla Gentilissima Madonna.

29/11/2022 - «Filagnu» vuol dire «filare» e «supala» o «sipala» vogliono dire siepe. Filagnu in italiano sta per filagna: pali tutori di legno messi in fila. «Sipala» è la siepe, in italiano «sepala». Se il timore è di subire un furto, proprio la «paura» ci indurrà ad essere vigili, a tutela di ciò che ci appartiene, per cui temiamo. Dunque, la paura di perdere ciò cui teniamo deve indurci a difendere e tutelare le nostre cose, mettendo in atto adeguate misure e strategie. Ma pure la paura che noi incutiamo negli altri, a tutela delle nostre cose, ci permette di salvaguardare la vigna, per l'altrui paura di essere scoperti e severamente puniti.
 
E il «timore di Dio» salvaguarda la vigna? Certamente, per chi crede. Il timore di Dio per il credente non è avere paura di Dio ma rispetto. Il timore di Dio è la consapevolezza che Egli è sempre l'Altissimo da onorare con la propria condotta. Il timore di Dio è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a lui e al suo amore e che il nostro bene sta nell’abbandonarci con umiltà, con rispetto e fiducia nelle sue mani. Questo è il timore di Dio.

Proverbi 8.13[3]: Il timore del Signore è odiare il male; io odio la superbia, l'arroganza, la via del male e la bocca perversa (Tanakh)

Antonio Vignali, nato nel 1500 a Siena, nella «Lettera alla Gentilissima Madonna», scritta nel maggio del 1557 e contenente 365 proverbi, scrive: "Pure, come vedete, la paura guarda la vigna".

m.m.

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