Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Tutela dell’ambiente: Venezia spende di più, Messina, Napoli e Verona spendono meno

Tutela dell’ambiente. Bilanci dei comuni per ridurre gli effetti delle azioni dell’uomo gestendo progetti su scala locale di protezione ambientale e sviluppo sostenibile. Tra le grandi città, quella che spende di più è Venezia. I comuni italiani riportano spese pari a 39,29 euro pro capite. Venezia riporta le spese maggiori, pari a 67,76 euro pro capite. I comuni che spendono meno sono Messina (10,74 euro pro capite), Napoli (8,95) e Verona (6,34).


23/02/2023 - Le gravi conseguenze dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti. Sono infatti in aumento fenomeni climatici estremi come ad esempio frane e alluvioni, pericolose non solo per l’uomo ma anche per le perdite che causano a livello ambientale, economico e sociale. Da tempo nel dibattito pubblico si discute l’urgenza di un impegno politico a livello internazionale e nazionale nel contrasto ai cambiamenti climatici. Ma anche nel piccolo, a livello locale, i comuni possono già contribuire a mitigare gli effetti di queste variazioni e ridurne gli impatti sulle comunità e sui territori.

Le spese per tutela, valorizzazione e recupero ambientale per i comuni

Il principale compito dei comuni in questa materia è quello di monitorare e amministrare i progetti su scala locale, seguendo i principi guida delineati a livello statale. Per questo tipo di attività sono previste delle uscite nei bilanci delle amministrazioni. Nel dettaglio, questa voce riporta le uscite per le attività di protezione ambientale, compresi i sussidi dedicati agli enti che si occupano di questo ambito e il monitoraggio dei programmi, delle politiche sul territorio e degli interventi legati allo sviluppo sostenibile. Sono comprese inoltre le spese per alcuni aspetti specifici come il recupero di miniere e cave abbandonate e la manutenzione del verde urbano.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nella voce di bilancio relativa alla tutela, alla valorizzazione e al recupero ambientale. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti non sono disponibili i dati di Palermo perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2021.

Considerando le grandi città italiane, è Venezia quella che riporta le spese maggiori, pari a 67,76 euro pro capite. Seguono Bologna (45,92), Firenze (42,80) e Padova (41,60). I comuni che spendono di meno sono Messina (10,74 euro pro capite), Napoli (8,95) e Verona (6,34).

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