Gioco d'azzardo: Patti, in provincia di Messina, guida la classifica con 7.715 € pro capite

Gioco d'azzardo. Presentata a Roma la IV edizione del Libro Nero sull'Azzardo “Lo Stato perdente”.  Cgil, Federconsumatori e Isscon: "Gli italiani perdono 22 miliardi in gioco d’azzardo, maglia nera d’Europa".  La crescita più preoccupante riguarda il canale online, che nel 2025 ha superato per la prima volta la soglia dei 100 miliardi di raccolta, con una crescita allarmante tra giovani e giovanissimi.  L'analisi territoriale rivela disparità profonde e anomalie. In testa alla classifica dei Comuni italiani quest'anno troviamo Patti, in provincia di Messina, con 7.715 euro pro capite nel solo canale online. Roma, 27 maggio 2026 - È stata presentata oggi la quarta edizione del Libro Nero sull'Azzardo, il rapporto annuale realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione ISSCON, in collaborazione con Federconsumatori Modena. Il titolo di quest'anno è emblematico: “Lo Stato perdente” .  Nel 2025 il volume complessivo dell'azzardo in Italia ha raggiun...

Cassa integrazione e Covid-19: il ricorso alla cassa integrazione cala meno nel Mezzogiorno

Istat. Più che dimezzato il ricorso alla cassa integrazione con causale Covid-19. Gli strumenti messi in campo dal Governo per assicurare il mantenimento dei livelli occupazionali e il sostegno delle imprese nel periodo di inattività durante l’emergenza pandemica hanno visto, nel corso del biennio 2020-21, una rimodulazione delle prestazioni e nei livelli di copertura adeguati alle mutate condizioni sanitarie e lavorative. 

14/06/2023 - Nel secondo anno di pandemia, grazie al miglioramento del livello generale delle condizioni di salute e alla ripresa economica, il legislatore ha potuto fissare un limite temporale (30 giugno 2021) al ricorso della cassa integrazione ordinaria con causale Covid-19, decretando così la fine del più importante strumento di sostegno economico emergenziale. Ciò ha determinato un crollo verticale della platea di percettori di cassa integrazione con causale Covid-19: in questo biennio si passa da 6,04 milioni a 2,56 milioni di titolari (rispettivamente pari al 97,4% e al 84,9% di tutti i titolari di integrazione salariale). In termini relativi, le integrazioni salariali di natura emergenziale coprono, rispettivamente nei due anni, il 37,4% e 17,3% della forza lavoro alle dipendenze del settore privato. 

Spesa sociale netta per integrazioni salariali Covid-19 ridotta di oltre un terzo 

Si riduce di oltre un terzo la corrispondente spesa sociale netta: dal picco dei 9 miliardi di euro di integrazioni salariali nette del 2020 si passa a 5,8 miliardi di euro nell’anno successivo. Gli importi medi annui della cassa integrazione si attestano, rispettivamente nei due anni, attorno ai 1.495 euro e 1.916 euro a persona. Nel primo anno di pandemia le integrazioni salariali risultano più intense nei settori: Alloggio e ristorazione (50,3% dei lavoratori del settore), Industria in senso stretto (49,3%) e Costruzioni (48,3%), mentre interessano solo marginalmente il settore delle Attività finanziarie e assicurative (8,9%) e l’Agricoltura (5,2%). 

Alloggio e ristorazione si conferma al vertice

Nel secondo anno di pandemia il settore Alloggio e ristorazione si conferma al vertice di chi ne fa maggiore uso (33,6%), seguito dal settore delle Costruzioni (24,3%), dei Trasporti (19,9%) e del Commercio (19,6%). Durante lo stesso biennio il ricorso alla cassa integrazione cala soprattutto nelle aree geografiche del Nord-est (-24,1%), Nord-ovest (-23,2%) e del Centro (-20,6%), in misura inferiore nel Mezzogiorno (-12,7%). Più marcata la riduzione della cassa integrazione tra i lavoratori di cittadinanza italiana (-21,1%) rispetto agli stranieri (-12,1%)

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