Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

Pestaggio del branco a Palermo, individuati gli autori: sono 15 giovanissimi criminali, 13 dei quali minorenni

Pestaggio del branco a Palermo, individuati gli autori. Il 4 dicembre scorso furono protagonisti di un violento pestaggio ai danni di quattro giovani in via Candelai, nel cuore della movida di Palermo. Il branco di 15 giovanissimi criminali, 13 dei quali minorenni, si era accanito sulle vittime con una violenza feroce, utilizzando anche un tirapugni.

Palermo, 07/06/2023 - Al termine dell’indagine svolta dai poliziotti della Squadra mobile palermitana, su delega della Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare attraverso il collocamento in comunità, a carico di cinque indagati appartenenti al gruppo degli aggressori. L’accusa nei loro confronti è di lesioni aggravate in concorso. Perquisite anche le abitazioni di altri otto minorenni, indagati in stato di libertà per lo stesso reato, mentre gli unici due componenti maggiorenni del gruppo sono stati denunciati alla Procura della Repubblica.

L’aggressione, scaturita per futili motivi, ha provocato serie lesioni alle vittime; in particolare una di queste ha avuto una prognosi di 40 giorni riportando una frattura mandibolare con trauma cranico che ha reso necessario un intervento di chirurgia maxillo-facciale con l’applicazione di placche e viti in titanio alle ossa del volto.

Gli investigatori della Mobile hanno analizzato tutte le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza installate nella zona del pestaggio, riuscendo così a identificare i 15 componenti del gruppo di aggressori e ad acquisire elementi concreti della loro colpevolezza.
Ulteriori elementi di colpevolezza sono arrivati dalle individuazioni fotografiche eseguite dalle vittime e dall’analisi dei cellulari e dei tabulati telefonici, che hanno confermato la presenza degli indagati in quella zona e all’ora esatta dell’aggressione.

Altre conferme sono arrivate dai riscontri effettuati sui profili social degli appartenenti al gruppo.

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