Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Istat. La famiglia del 2050 sarà di una persona sola

Istat. Il Paese domani: una popolazione più piccola, più eterogenea e con più differenze Le nuove previsioni sul futuro demografico del Paese, aggiornate al 2022, restituiscono tendenze difficilmente controvertibili, pur se in un quadro nel quale non mancano elementi di incertezza. La popolazione residente è in decrescita: da 59 milioni al 1° gennaio 2022 a 58,1 mln nel 2030, a 54,4 mln nel 2050 fino a 45,8 mln nel 2080. Il rapporto tra individui in età lavorativa (15-64 anni) e non (0-14 e 65 anni e più) passerà da circa tre a due nel 2022 a circa uno a uno nel 2050. 

29/09/2023 -  Tra vent’anni composto da una persola sola il 37,5% delle famiglie L’idea di famiglia suggerisce la presenza di quantomeno due persone, ma in realtà tra le famiglie è sempre esistita una componente di persone che vivono da sole. Se in passato si trattava in prevalenza di giovani uomini usciti dalla famiglia di origine per motivi di lavoro, da diverso tempo ormai è la quota di anziani che vivono da soli a caratterizzare questa “micro-famiglia”. Fenomeni consolidati, quali l’aumento della speranza di vita e dell’instabilità coniugale, fanno sì che questa tipologia familiare crescerà nel complesso del 17%, facendo aumentare il suo contingente da 8,4 a 9,8 milioni nel giro di venti anni.

 Peraltro, gran parte dell’aumento del numero complessivo di famiglie è dovuto alla crescita, assoluta e relativa, delle persone sole. Le differenze di genere sono sostanziali. Gli uomini che vivono soli avranno un incremento del 13%, arrivando a superare i 4,2 milioni nel 2042. Per le donne sole si prevede una crescita ancora maggiore (+21%), che ne determina un aumento da 4,6 a 5,6 milioni. Le famiglie monocomponente, a causa della loro composizione per età, hanno un importante impatto sociale, considerando che è soprattutto nelle età più avanzate che le persone sole aumentano in modo significativo. Se già nel 2022 la quota di persone sole di 65 anni e più rappresenta circa la metà di chi vive da solo (48,9%), nel 2042 raggiungerebbe quasi il 60%. 

Le trasformazioni familiari incideranno sulla struttura della popolazione 

La struttura per età della popolazione distinta per ruolo familiare consente di osservare le trasformazioni all’interno delle famiglie nei prossimi venti anni. Complessivamente le attuali dinamiche demografiche proseguono la tendenza alla diminuzione delle nuove generazioni, causando uno squilibrio a favore delle generazioni più anziane. Non si ravvisano al momento segnali di una inversione di tendenza nel numero delle nascite nei prossimi anni, anche considerando le ipotesi più favorevoli sulla propensione media delle coppie ad avere un figlio o ad averne uno in più. 

Ciò è dovuto sia al numero decrescente di donne in età fertile, sia alla persistente tendenza a rimandare la genitorialità. Il confronto tra la popolazione al 2022 e quella prevista al 2042, distinta per ruoli familiari, mostra i cambiamenti demografici e sociali che si prevedono in questi venti anni (Figura 3). In particolare, si osserva una diminuzione dei partner in coppia con figli (dal 27,5 a 22,6 per 100 persone che vivono in famiglia), un aumento delle persone in coppia senza figli (dal 17,7% al 19,4%), queste ultime soprattutto se anziane, mentre gli individui nella posizione di figlio scenderanno dal 29,4% al 24,1%. 

 L’aumento delle persone in coppia senza figli avrà intensità maggiore tra le persone di 65 anni e più, per le quali si prevede un aumento di 1,7 milioni di persone (+28,5%). La prolungata sopravvivenza dei partner, in particolare, fa sì che cresca il numero di individui che vivono in coppia in assenza di figli, sia che si tratti di acquisita indipendenza da parte di questi ultimi, benché sempre più tarda nella vita, sia che si tratti di non averne avuti in passato.

Commenti