Caro spiaggia: le spiagge siciliane le più economiche, ma i prezzi dei servizi corrono molto di più rispetto alla media nazionale

Caro spiaggia: la Sicilia resta la regione più economica d'Italia, ma i prezzi crescono  Secondo i dati della ricerca annuale sui costi dei servizi balneari, realizzato  dall'Osservatorio Nazionale Federconsumatori in collaborazione con la Fondazione Isscon,  le spiagge siciliane restano anche nel 2026 le più economiche d'Italia. Dietro questo dato,  però, si nasconde un fenomeno che va avanti da diversi anni: i prezzi dei servizi degli  stabilimenti balneari siciliani corrono molto di più rispetto alla media nazionale.  Palermo, 29 maggio 2026 - Nel 2026, infatti, in Sicilia i prezzi di ombrellone, sdraio, lettino, pedalò o sup e degli abbonamenti (giornaliero, mensile e stagionale) sono saliti del 4,3% rispetto a quelli del 2025. L'inflazione annua prevista per tutto il sistema Paese, nel 2026, è compresa tra il 2,4% e il 3%, quindi quella relativa ai soli servizi balneari siciliani è nettamente superiore. Ma non solo: anch...

Donne imprenditrici: rumene e polacche (61%) leader dell’imprenditoria femminile Ue nel Mezzogiorno

Istat. Imprenditrici più giovani degli imprenditori, ma il gap di genere permane. Gli imprenditori che operano in Italia nel 2021 sono oltre 4 milioni e 800mila. Di questi circa 1milione 460mila sono donne (30,0%). Rispetto al 2015 si osserva una leggera crescita della presenza femminile di circa 65mila unità (+0,9 punti percentuali). Le imprenditrici hanno un’età media più bassa (49 anni) dei loro colleghi maschi (52 anni), grazie ad una più cospicua componente under35. 

8 mar 2024 - Cinese la cittadinanza più rappresentata tra le imprenditrici straniere Le cittadinanze più rappresentate nell’imprenditoria femminile straniera sono quella cinese e quella rumena che coprono rispettivamente il 30,8% e il 15,5% del complesso dell’imprenditoria femminile straniera (a fronte del 16,7% e 14,2% di quella maschile). Seguono, a grande distanza, le imprenditrici albanesi (4,1%) e ucraine (3,6%). Analizzando nel dettaglio la composizione per genere, sebbene la componente straniera sia nel complesso marginale (4,9% tra le donne e 4,5% tra gli uomini), tra gli imprenditori stranieri si osserva una presenza femminile più corposa che tra gli imprenditori italiani. Le donne rappresentano il 29,7% degli imprenditori italiani e il 30,6% degli imprenditori extra-Ue operanti in Italia. 

L’incidenza sale al 42,5% tra gli imprenditori provenienti da Paesi Ue, grazie alla cospicua presenza femminile tra gli imprenditori rumeni. Tra gli imprenditori con cittadinanza Ue, il migliore equilibrio di genere è trasversale alle classi di dipendenti: nelle imprese fino a nove dipendenti si delinea una situazione di quasi equilibrio con il 46,5% di presenza femminile. Considerando invece la sede dell’impresa, è nel Mezzogiorno che la componente femminile degli imprenditori Ue raggiunge il suo valore più elevato (62%), mentre si ferma su valori variabili tra il 40 e il 41% nelle altre ripartizioni. 

A determinare questo picco sono le nazionalità rumene e polacche che coprono il 61% dell’imprenditoria femminile Ue operante nel Mezzogiorno. Altro elemento degno di nota: le imprenditrici straniere extra-Ue hanno più frequentemente dipendenti rispetto alle italiane e alle imprenditrici con cittadinanze Ue. In particolare, operano più spesso in imprese fino a nove dipendenti: 48,1% a fronte del 20,7% delle italiane.

Commenti