HeART of Gaza con i disegni dei bambini/e della Striscia per costruire la speranza contro ogni forma di indifferenza. All'evento erano presenti quattro scuole di Palermo con alcuni docenti e dirigenti scolastici. Hanno partecipato tra gli altri, il direttore della Caritas don Sergio Ciresi, l'assessore Aristide Tamajo, il sindaco Roberto Lagalla e l'assessore alle attività sociali Mimma Calabrò.
PALERMO, 31/01/2026 – I sogni colmi di speranza, il miracolo della vita quotidiana e l'atrocità della guerra sono i tre temi al centro dei 40 disegni di “HeART of Gaza – L’Arte dei Bambini dal Cuore della Striscia di Gaza”. La mostra internazionale, presentata questa mattina presso la Casina Whitaker del Gonzaga Campus, sarà visitabile fino al 31 Marzo. L'intento è quello di non stancarsi mai di costruire la speranza contro ogni forma di indifferenza, puntando sull’arte come linguaggio umano universale di cura, memoria e speranza.
Il nome della mostra, giocando con le parole “heart” (cuore) e “art” (arte), vuole raccontare, attraverso lo sguardo dei bambini/e, una quotidianità segnata da guerra, perdite, paure ma anche resilienza e speranza. I curatori delle opere sono Mohammed Timraz (Gaza, Palestina) e Féile Butler (Irlanda). “HeART of Gaza” nasce nel giugno 2024 dalla collaborazione tra il giovane gazawi Mohammed Timraz e l’illustratrice irlandese Féile Butler.
Il progetto prende avvio da uno scambio di disegni tra bambini di Gaza e piccoli artisti in Irlanda. A Gaza, nella città di Deir al Balah, Timraz fonda la “Tenda degli Artisti: uno spazio creativo in cui i bambini/e, dai 3 ai 17 anni, si sono potuti incontrare per disegnare ed esprimere le loro emozioni attraverso l’espressione artistica. Da quel luogo è nato il nucleo dei lavori esposti nella mostra. HeART of Gaza che vuole restituire dignità e voce ai bambini e alle bambine, offrendo loro uno spazio di espressione creativa che possa parlare anche ai grandi. Il progetto è il frutto di collaborazione di molte associazioni culturali, enti locali, biblioteche civiche, scuole e università.
Direzione e docenti del Campus, avendo avuto occasione di conoscere e visitare la mostra, l’hanno voluta portare a Palermo per far ripartire da qui un messaggio di umanità e di speranza.
“La mostra, è una esperienza collettiva autentica nata tutta dal basso - ha detto il prof. Enrico Palumbo, curatore della mostra insieme ad alcuni giovani - che si costruisce con la forza delle persone. Abbiamo suddiviso volutamente in tre stanze le opere che rappresentano tre dimensioni: il conflitto, il miracolo della vita quotidiana e il sogno nutrito dalla speranza. Il valore umano, sociale e culturale di questi disegni è molto alto perchè ci spinge a riflettere profondamente sul senso dell'esistenza. Le opere sono una testimonianza forte non della guerra ma di cosa li attacca alla vita. I disegni sono stati esposti in 250 realtà sociali diverse di cui 150 in Italia”.
“Questi bambini hanno avuto la forza di disegnare l'orrore che hanno vissuto - ha detto Adriana di 15 anni, studentessa del liceo delle scienze umane -. Noi abbiamo l'obbligo morale di guardarli per rifletterci insieme. Sono opere che danno anche uno schiaffo all'indifferenza che, a volte, è presente nella nostra società”.
“Ai bambini e bambine di Gaza è stato chiesto di disegnare la loro casa - ha affermato p. Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus -. La loro casa, è, purtroppo, piena di sangue, ferite e dolori.
Queste opere ci permettono di vedere il dramma di Gaza con i loro occhi. Nonostante ciò, nei loro disegni ci sono, anche, i colori della speranza che si afferma anche nei momenti più brutti della vita. Sono i loro sogni colmi del desiderio di avere una vita normale come tutti gli altri. La mostra non vuole rimanere chiusa dentro il Campus ma parlare alla città e ai giovani della altre scuole. A Marzo, i nostri giovani del Campus, avranno come compagni di banco alcuni giovani palestinesi della Cisgiordania che vogliamo sostenere dal punto di visto scolastico. Andare a scuola per tutti loro vuol dire resistere per fare prevalere il linguaggio dell'umanità condivisa, della cura e della PACE.”
In particolare, il prof. Aaron Allegra, intervenuto all'evento, sta organizzando un gemellaggio con una scuola Latin Patriarchate School Zababdeh della Cisgiordania.
All'evento erano presenti quattro scuole di Palermo con alcuni docenti e dirigenti scolastici. Hanno partecipato tra gli altri, il direttore della Caritas don Sergio Ciresi, l'assessore Aristide Tamajo, il sindaco Roberto Lagalla e l'assessore alle attività sociali Mimma Calabrò. “Il futuro appartiene ai giovani ed è quindi giusto che si assumano alcune consapevolezze - ha sottolineato il sindaco Roberto Lagalla -.
La prima di questa è che la guerra come la mafia fa schifo. La sofferenza e le ferite di tutti i bambini/e nei paesi in guerra sono uguali in tutte le parti del mondo. I valori della libertà e dell'autonomia contro ogni guerra e violenza si difendono soprattutto attraverso la conoscenza, lo studio e l'esperienza. Il comune collaborerà per fare conoscere in più scuole di Palermo questa mostra attraverso la stesura di un catalogo cartaceo e digitale”.
Le scuole di Palermo che intendono visitare “HeArt of Gaza” possono inviare la propria richiesta compilando il form online: https://forms.gle/vtPenWBMmtnktUMJ8
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