Carota: una radice millenaria simbolo dell'acutezza visiva, i piatti più appetitosi per la salute degli occhi

La carota: come una radice millenaria è diventata il simbolo dell'acutezza visiva.  Baviera svela i piatti primaverili più appetitosi per la salute degli occhi 4/5/2026 -  La carota è una radice dalla storia millenaria che è diventata il simbolo dell'acutezza visiva. È infatti uno degli ortaggi più antichi coltivati  ​​ dall'umanità e, allo stesso tempo, uno degli alimenti più chiaramente associati alla salute degli occhi. Per questo gli esperti di  Baviera , il gruppo oftalmico leader in Europa, ci spiegano perché la carota è uno degli alimenti più benefici per la salute degli occhi: -  Elevato contenuto di beta-carotene  che il corpo converte in vitamina A, essenziale per la formazione dei pigmenti visivi nella retina e per il mantenimento di una vista ottimale, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione. -  Ricchezza di luteina e zeaxantina  che proteggono la macula dalla luce blu e dallo stress ossidativo, contribuendo a prevenire l'inv...

CAPO D'ORLANDO, TORNA IN CARCERE FRANCESCO CANNIZZO, CONDANNATO ALL'ERGASTOLO NEL PROCESSO "MARE NOSTRUM"

1 settembre 2009 - Francesco Cannizzo, accusato di fare parte del clan dei tortoriciani, torna in carcere per violazioni degli arresti domiciliari. Cannizzo, era stato condannato all'ergastolo nel processo 'Mare Nostrum', ma attualmente era detenuto per la condanna a 16 anni ed 8 mesi per l'operazione antidroga 'Due Sicilie.' All'uomo, tuttavia, erano stati concessi i domiciliari per potersi sottoporre a cure riabilitative necessarie in conseguenza delle gravi ferite alle gambe riportate nel corso di agguato subìto da Francesco Cannizzo nei primi anni '90. In questi mesi, pero', la polizia ha scoperto una serie di violazioni agli obblighi cui era stato sottoposto per usufruire dei domiciliari. Il Tribunale di sorveglianza di Messina ha dapprima diffidato l'uomo e, poi ha revocato il beneficio disponendo il ritorno in carcere. Francesco Cannizzo, originario di Caronia (Me), era attualmente detenuto per la condanna a 16 anni e 8 mesi, confermata in appello, nell’ambito dell’operazione “Le Due Sicilie”. Cannizzo è tra l'altro accusato di avere fatto parte del gruppo di fuoco che la notte tra il 28 e il 29 giugno 1990 uccise Calogero Franco, residente in contrada Piscittina di Capo d'Orlando.

Dopo le scarcerazioni del novembre 2007 di 12 appartenenti alle cosche barcellonesi e tortoriciane erano rimasti da processare 133 imputati in secondo grado nel cosiddetto processo “Mare Nostrum”. Dopo il 27 gennaio 1998 erano 271 i rinviati a giudizio dal Gup di Messina. Il processo andò avanti per otto anni ancora per concludersi, in primo grado, il 26 luglio 2006. Quel giorno la Corte d’Assise di Messina, nell’aula-bunker del carcere di Gazzi, affibiò ben 28 ergastoli agli affiliati alle cosche mafiose dell’hinterland nebroideo e tirrenico, dedite particolormente alle estorsioni. Sulle loro spalle pesavano 40 omicidi e 45 tentati omicidi, a fronte dei gravi attentati messi a segno. Francesco Cannizzo era stato condannato all'ergastolo.

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