Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

LA GRECIA HA DETTO 'NO' ALLA TROIKA, IL ‘TERRORISMO’ HA PERSO

Tsipras: 'Oggi è un giorno di festa, perché la democrazia è una festa'. Il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, la vigilia del voto aveva detto: «I creditori stanno facendo con la Grecia terrorismo». «Quello che stanno facendo alla Grecia ha un nome: terrorismo». «Qualunque sia l’esito del referendum, lunedì ci sarà un accordo, ne sono completamente e assolutamente certo». Ora la Grecia ha stravinto il referendum: "Il popolo greco ha vinto la paura” e il catechismo delle agenzie di rating ha inizio. Jp Morgan annuncia che l'uscita della Grecia dall'euro è "altamente probabile": la dottrina nell'informazione

05/07/2015 – Grecia, bella prova di democrazia diretta. Bella prova di democrazia! Chissà se pure in Italia un giorno si tornerà a votare? La Grecia ha detto 'no' alle proposte economiche della Troika e dell’Europa delle banche, lo scrutinio delle schede conferma e sopravanza i sondaggi con il No al 61.40%, contro il 38.60% circa dei SI e piazza Syntagma ha già cominciato a fare festa, mentre si attende il primo ministro Alexis Tsipras che parlerà però da un’altra piazza, la stessa dalla quale venne dato l’annuncio dell’ingresso della Grecia nell’euro.
Ora Jp Morgan annuncia che l'uscita della Grecia dall'euro è "altamente probabile" e la banca Usa tiene a farci sapere che una Grexit sarebbe il caos in Grecia, ma pure nell’area dell’euro. Il ministro degli Esteri italiano, Gentiloni, esorta il quarto Reich a fare ripartire i negoziati per vedere di trovare un'intesa. Anche se il mantra sembra essere sempre lo stesso: dall’impasse della Grecia non si viene fuori senza crescita, se l’Europa non decide di invertire la rotta e il presidente del Consiglio Matteo Renzi convoca alle 9.30 a Palazzo Chigi il ministro dell'Economia, Padoan.
Il ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis e la Banca di Grecia sarebbero pronti a presentare una richiesta di aumento di liquidità di emergenza alla Bce e la cancelliera Angela Merkel domani volerà a Parigi da Hollande. La Grecia ha votato. “Il popolo greco ha vinto la paura”, ha detto Tsipras. La paura di una nuova Auschwitz Birkenau! Chissà se pure l’Italia vincerà la paura e tornerà ad esprimere la propria volontà attraverso il voto? In Europa decide il potere delle banche e in Italia quello giudiziario?

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