Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale
Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale
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Nebrodi e Dintorni
DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...
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“Senza polemica ricordo ai vertici delle Ferrovie dello Stato e al ministro Matteoli, le condizioni in cui versano le ferrovie siciliane e di quanto queste siano strategicamente fondamentali per il turismo e l'intera economia dell’Isola”. Con molto piacere apprendo della rappresentazione che l'assessore regionale ai trasporti ha fatto sulla situazione in cui versa la Sicilia in materia di trasporto ferroviario. Ma occorre chiedere sia all'assessore Strano che a tutta la classe politica regionale di questi ultimi 40 anni del perchè la Sicilia versa in queste condizioni. Un perchè ci sarà? Sarà forse una svista? Una dimenticanza? Ma desidero ricordare a me stesso che nel 2004 la giunta regionale approvò il primo Piano direttore dei Trasporti ed i 4 piani attuativi (Stradale,Ferroviario,aereo,marittimo), sono passati 5 anni ma non è successo nulla da parte della classe politica per cercare di ristabilire l'enorme divario che ci separa dal resto dell'Italia, nonostante avesse approvato uno strumento utile e indispensabile per il futuro della Sicilia. Sicuramente non sarà il primo contratto di servizio a salvarci da questo enorme divario. Una cosa è certa che nelle altre regioni il contratto di servizio è stato portato ai tavoli di discussione con i maggiori fruitori quali i pendolari, mentre tutto ciò in Sicilia non è accaduto, nonostante le nostre ripetute richieste di incontro. Mi dispiace dell'affermazione fatta dal sig. assessore Nino Strano, che non vi sono solamente i pendolari ma anche i turisti. Ricordo a me stesso che dal dato che Trenitalia fornisce sui trasportati giornalieri, e sono 50.000 viaggiatori, una buona fetta sono pendolari, siciliani che hanno scelto una mobilità sostenibile, puntando sul mezzo treno “ecologico” per eccellenza. Per i turisti è giusto garantire loro un servizio, ma prima di tutto devono essere garantiti i treni per chi deve spostarsi per motivi di lavoro e studio, poi viene tutto il resto.
RispondiEliminaGiosuè Malaponti - Coordinatore Comitato Pendolari Siciliani
http://www.comitatopendolari.it - http://pendolarisiciliani.blogspot.com