Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LA REGIONE PROMETTE INTERESSAMENTO PER LE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO E DALLA COLATA LAVICA DELL'ETNA NEL 2002

Catania, 10 settembre 2009 – La Regione siciliana si farà interprete con il Cipe dei disagi patiti dai comuni e dalle popolazioni colpite dal terremoto e dalla colata lavica del 29 ottobre 2002, affinché possano proseguire i lavori per la ricostruzione e il recupero degli edifici danneggiati.
E’ l’esito dell’incontro che si è svolto tra il presidente Raffaele Lombardo, l’ ing. Salvatore Cocina, dirigente generale del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, ed i deputati regionali Nicola D’Agostino e Raffaele Nicotra che è anche sindaco di Acicatena e componente del comitato costituito spontaneamente dai sindaci del comprensorio colpito dall’evento tellurico, per fare il punto della situazione post sisma e sull’esaurimento delle risorse finanziarie.

La riunione, che fa seguito all’appello lanciato dal comitato dei sindaci, si è tenuta, ad inizio della settimana nella sede catanese della Presidenza della Regione ed è proseguito con ulteriore approfondimento della materia, a Palazzo d’Orleans.

“Le somme assegnate immediatamente dopo il sisma – ha affermato Cocina – sono state spese con la massima celerità ed efficacia; già all'epoca era chiaro, però, che non sarebbero stati sufficienti ad ultimare i lavori di riedificazione delle strutture danneggiate, considerato che a fronte di danni stimati in oltre 400 milioni di euro ne sono stati assegnati 150 con i quali – ha proseguito il dirigente - è stato effettuato il recupero di una considerevole parte degli immobili: circa l'85% di quelli privati e dichiarati, a suo tempo, inagibili, e il 60% di quelli pubblici, inagibili e non.

Non ci sono finanziamenti, invece, per il recupero degli immobili privati danneggiati sì dal sisma, ma non resi inagibili. In questi territori, peraltro, si impone, una politica di prevenzione sismica assolutamente prioritaria, anche in considerazione dei ripetuti eventi tellurici, gli ultimi proprio in questi giorni”.

Nell’autunno del 2002 furono tredici i comuni (Acicatena, Acireale, Belpasso, Castiglione, Giarre, Linguaglossa, Milo, Nicolosi, Piedimonte Etneo, Ragalna, Sant’Alfio, Santa Venerina e Zafferana Etnea) colpiti dal terremoto e dalla colata lavica che provocò danni ingenti: migliaia fra edifici, scuole e chiese furono resi inagibili, oltre a feriti ed alcune migliaia di senzatetto.

Nel corso della riunione è stata affrontata anche la questione relativa al recupero dei contributi indebitamente versati da parte dei cittadini di quei comuni, ai quali, solo in un secondo momento,
è stato riconosciuto ed esteso l’abbattimento di tributi e tasse: si cercherà di percorrere la strada del recupero delle somme mediante il credito d’ imposta.

Ludovico Licciardello

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