Sigfrido Ranucci porta in una doppia tappa estiva le storie del suo cambiamento

  Sigfrido Ranucci porta in una doppia tappa estiva in Sardegna le storie che hanno cambiato il suo percorso professionale e umano.  Sabato 11 luglio 2026 – ore 21:30 Lo Quarter – Alghero   Domenica 12 luglio 2026 – ore 21:30 Anfiteatro Mario Ceroli – Porto Rotondo 8 giu 2026 - Dopo il grande successo registrato nei teatri e nelle arene di tutta Italia, arriva in Sardegna Diario di un trapezista – Cronache di resilienza di un reporter , lo spettacolo teatrale di Sigfrido Ranucci , in programma sabato 11 luglio a Lo Quarter di Alghero e domenica 12 luglio all’Anfiteatro Mario Ceroli di Porto Rotondo .   Volto storico del giornalismo investigativo italiano, autore e conduttore di Report dal 2017, Ranucci porta sul palco una narrazione intensa e coinvolgente che va oltre il racconto televisivo e diventa confessione civile, memoria personale e riflessione sul valore della ricerca della verità. Giornalista premiato per alcune delle più importanti inchieste degli ultimi ...

TERME VIGLIATORE, UN UOMO CHE SORRIDEVA ALLA VITA

locandina adoldo parmaliana
Vi ricordate cosa successe quasi un anno fa? Esattamente il 2 Ottobre 2008 ?

Ho in mente un luogo. Il viadotto di Patti. Una BMW parcheggiata. Una lettera

(http://www.illume.it/la-mia-ultima-lettera.html ). Un Uomo.

Adesso vorrei che si riflettesse un attimo sul significato di quest’ultima paro

la. Cerco “Uomo” su Wikipedia e, tra tanti significati, ne riporto uno:

- Uomo come Persona: si definisce persona un essere razionale dotato di coscienza di sé e in possesso di una propria identità.

Poi faccio un passo indietro e mi viene in mente un piccolo comune, Terme Vigliatore, un partito, i DS. Vedo tanta forza, tanta determinazione, tanta voglia di Giustizia. Il tutto concentrato in una sola persona.

“Ma stiamo scherzando? Stiamo parlando di Terme Vigliatore!!! L’impegno civico, le denunce, la voglia di Giustizia… a Terme Vigliatore? Ma non diciamo fesserìe!!! Guardo quel posto e vedo solo tanta indifferenza e gente che cala la testa, per non parlare delle collusioni!!”

E’ vero, è questo quello che si vede, è quello che c’è. Un paese che non reagisce, che non si ribella. Ma sai che in mezzo a quel gregge c’è stata una persona che si è distinta? Adolfo Parmaliana si

chiamava. Era la “pecora nera” di Terme Vigliatore. E la definisco “pecora nera” perché era l’elemento che in quel piccolo paese non andava bene, era quello che rovinava la tranquillità quotidiana di cui tutti i cittadini godevano, spesso in cambio di favori.

Insieme al suo partito, i DS, organizzava convegni, dibattiti e non si tirava indietro dal fare nomi e cognomi. Denunciava tutte le collusioni, tutte le ingiustizie che passavano sotto i suoi occhi. Capisci perché era l’elemento scomodo?

Ma non ebbe vita facile sai… Tutto questo gli costò numerose minacce, senza parlare dell’ostilità della sua “piccola patria” alla quale era legato. Ma lui non si faceva intimorire. Più lo minacciavano e più lui denunciava. E non fu appoggiato nemmeno da tante persone, pensa che gli stessi compagni di partito ( a eccezione di pochi) gli voltarono le spalle. Era rimasto solo e spesso la solitudine non aiuta chi non ne ha bisogno. Ma questo non frenò la sua testardaggine, con la quale, giorno dopo giorno, continuava a combattere le sue battaglie senza fermarsi.

Questo credo sia l’insegnamento più grande che Adolfo ci abbia lasciato. Quello di continuare con costanza, senza farsi intimorire, di andare avanti come un treno, di crearsi un obbiettivo e non guardare altro. Ma l’insegnamento e la dimostrazione che la lotta porta a qualcosa, Adolfo Parmaliana, ce lo conferma il 22 Dicembre 2005, con lo scioglimento del comune di Terme Vigliatore per infiltrazione mafiosa.

Sembra la vittoria, il premio dopo anni e anni di battaglie.

Ma, purtroppo, quando si fa sentire la solitudine, il potere è sempre pronto a prendere il sopravvento per schiacciare chi l’ha stuzzicato, peggio ancora se è solo. E non è una querela per diffamazione ad affliggere Parmaliana. E’ il tradimento della Procura di Barcellona, alla quale si era rivolto più volte, a farlo crollare.

E allora ecco che ritorno su quel viadotto. Vedo nuovamente quella BMW e quella lettera.

Vedo quell’Uomo, sinonimo di dignità. Vedo un gesto, un ultima denuncia.

Questo accadeva il 2 Ottobre del 2008. Tutti dobbiamo ritenerci responsabili di quello che è successo e tutti dobbiamo vergognarci, o almeno tutti dobbiamo fermarci a riflettere.

Da http://www.illume.it/ riporto:

“Il 2 ottobre 2008 Adolfo Parmaliana decide di morire da “uomo libero che in maniera determinata si sottrae al massacro ed agli agguati che il sistema magistratura barcellonese/messinese vorrebbe tendergli“.

In questo anno sono successe tante cose, i giornali ne hanno dato la notizia di cronaca, ma trascorsi i primi giorni, solo pochi e internet, continuano a parlarne; finalmente è uscita dai cassetti delle procure l’inchiesta “Tsunami”, momento tanto atteso da Adolfo, ma è stata necessaria la sua morte; Alfio Caruso, dopo una lunga telefonata con la moglie di Adolfo, Cettina, decide di scrivere un libro su questa morte dal titolo “Io che da morto vi parlo”.

Il 2 ottobre 2009 In ricordo di Adolfo Parmaliana “Un uomo che sorrideva alla vita”, presso l’hotel il Gabbiano in via marchesana, 4 – Terme Vigliatore (Messina), alle ore 17.00, verrà ricordato dai familiari e dalle persone a Lui più care, che lo hanno sostenuto, ognuno come sapeva o poteva fare.

Tutti siete invitati a partecipare.

http://chiarasiragusano.wordpress.com

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