Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

SOCIETA’. SCILIPOTI (IDV): 12.000 ISF LICENZIATI IN 2 ANNI

ROMA 05.01.10:- “Bisogna avviare, subito, iniziative concrete, per cercare di porre termine all’attuale scempio di diritti nel settore farmaceutico, dove nonostante la crescita dei profitti delle aziende si continua a licenziare”.Così l’On. Scilipoti con riferimento al recente incontro organizzato da Federisf Sicilia, a cui hanno partecipato i vertici regionali dell’Aiisf, della Lasis, dell’Aisf, il presidente regionale Federisf, il vice presidente nazionale Federisf e numerosi isf. “Il dato più eclatante è rappresentato dai 12.000 isf licenziati nel corso degli ultimi due anni, su cui, purtroppo, si registra l’assoluto silenzio della stampa, delle istituzioni e dei sindacati. Com’è noto - prosegue Scilipoti - il metodo al quale le imprese ricorrono per disfarsi di personale altamente qualificato è quello tristemente noto delle cessioni di ramo d’azienda, assieme al ricorso alla mobilità per strumentali ristrutturazioni aziendali. Alla luce dei fatti, è importante dare seguito alle interrogazioni parlamentari n. 4/05571 del 22-12-2009 e n. 4/05835 del 22-01-2010, inoltre - conclude Scilipoti - è necessario verificare che le risorse destinate a sostenere la ricerca e lo sviluppo vengano attribuite solo a quelle aziende che investono realmente in ricerca e sviluppo”.

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