Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LUMIA (PD), INCREDIBILE, IL PARLAMENTO EUROPEO NEGA L'ACCESSO A GIOVANI DELL’ANTIMAFIA

Bruxelles, 18 marzo 2010 – “Non credo ai miei occhi: le mafie riescono spesso ad infiltrarsi dentro le istituzioni, mentre oggi ottanta studenti siciliani, venuti presso la sede del Parlamento europeo per un seminario di studi sulle mafie in Europa, non vengono fatti entrare perché indossano una T-shirt con su scritto “No Mafia. Siciliani contro tutte le mafie”. Lo dichiara il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia.
“Mi aspettavo – aggiunge Lumia – tutt’altra accoglienza al Parlamento europeo. Ero venuto per spiegare come le mafie si sono diffuse in tutto il territorio europeo e come riescono a condizionare la vita economica e sociale dei Paesi, invece ho trovato un clima di chiusura e ottusità. Sembra che l’antimafia crei imbarazzo”.
“Mentre siamo fuori la porta del Parlamento – conclude Lumia – le mafie continuano a globalizzarsi e gestire traffici internazionali, a predare i fondi europei, attraverso i lavori pubblici e i finanziamenti comunitari. Non può essere questo l’atteggiamento dell’Unione Europea nei confronti dell’antimafia e della lotta alle mafie”.


Ufficio stampa
Matteo Scirè

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