Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

PO-FESR, UNIONCAMERE SICILIA D’ACCORDO CON L’ABOLIZIONE CERTIFICAZIONE DEI BILANCI PER PMI


Pace: «Obiettivo: snellire le procedure burocratiche a carico delle aziende»
Palermo, martedì 23 marzo - «Il sistema camerale è d’accordo con l’iniziativa che tende ad abolire la certificazione dei bilanci per le piccole e medie imprese siciliane». Lo dichiara Vittorio Messina, vice presidente regionale di Unioncamere Sicilia, che stamattina ha partecipato all’incontro su ''Strumenti di finanza agevolata e provvedimenti legislativi conseguenti'', organizzato presso la sede dell’assessorato regionale Attivita' Produttive.
«Ritengo – aggiunge Messina - che questo strumento non sia idoneo a garantire un reale e veritiero controllo sulle reali condizioni economico finanziarie dell’impresa né tantomeno su potenziali infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. La certificazione dei bilanci di contro costituisce certamente un aggravio dei costi per l’impresa sana che per altro non è utile ad ottenere benefici previsti dal Po-Fesr o dagli istituti di credito».
L’abrogazione della certificazione non vuol dire abbassare la guardia nei confronti della mafia. Sull’argomento interviene anche Giuseppe Pace, presidente di Unioncamere Sicilia: «Le istituzioni preposte ai controlli in materia – dichiara Pace - sono chiamate a svolgere, con maggiore attenzione e rigore, in questo particolare momento, i controlli in modo che le imprese sane non abbiano nulla da temere ottenendo così i finanziamenti europei che costituiscono vero volano di sviluppo per il tessuto imprenditoriale regionale».

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