Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

LA VERGINITÀ NON E' REATO MA PRETENDERLA SI

Roma, 7 mag. - Mosso dalla rabbia per il fatto che la figlia fosse sessualmente disinvolta, aveva verificato con la propria mano se la ragazza fosse ancora vergine o meno. Per questo, un uomo rischia una condanna per violenza sessuale. Ad affrontare il caso e' la Corte di Cassazione, annullando con rinvio una sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva condannato l'imputato, un cinquantacinquenne, ad otto mesi di reclusione per violenza privata: l'uomo aveva aggredito la figlia sia verbalmente che inserendole due dita nella vagina, dopo che la giovane era tornata a casa oltre l'ora concordata, ed era al telefono con il proprio fidanzato.

I giudici del merito avevano ritenuto che la condotta del padre fosse priva di connotazione sessuale, ma la Suprema Corte ha accolto il ricorso del procuratore generale del capoluogo piemontese, secondo il quale "nulla escludeva che l'uomo avesse agito su impulso sessuale che andava ravvisato anche in presenza della finalita' di voler umiliare la figlia". Per gli 'ermellini' della terza sezione penale, la Corte d'appello di Torino ha dato una "illogica motivazione", ritenendo che "nulla di libidinoso ebbe a stimolare l'imputato": la Corte territoriale, si legge nella sentenza n.17542, ha escluso "la configurabilita' del reato sessuale dando decisivo rilievo al contesto in cui l'atto e' stato compiuto, dal quale si desumerebbe che lo stesso fosse diretto a umiliare la figlia per la sua leggerezza di costumi".

Ma cio,' secondo la Cassazione, "non esclude la valenza prevaricatoria del gesto sessuale, potendo l'intento punitivo essere conseguito con modalita' meno invasive della liberta' di determinazione del soggetto passivo". I giudici torinesi, dunque, dovranno riesaminare il caso sulla base del principio indicato dalla Suprema Corte. (AGI) Oll/Chi .

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