Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

'LA COLATA' CHE HA SEPOLTO GIAMPILIERI, SAN FRATELLO, I NEBRODI E IL NORD

12/06/2010 - "Cemento: la 'Colata' che ha sepolto Nord e Sud Italia è il titolo dell'articolo pubblicato oggi su tg24.sky.it, col sottotitolo: "Dal dopoguerra al 2005 il nostro Paese ha coperto di cemento 12 milioni di ettari del suo territorio. Lo racconta una documentata inchiesta pubblicata da Chiarelettere, a cura di Ferruccio Sansa. Leggine un estratto in esclusiva". L'articolo, riferito al volume 'La Colata' di A.Garibaldi, A.Massari, M.Preve, F.Sansa, G.Selvaggiulo, reportage collettivo da ieri in edicola (Chiarelettere editore), così esordisce:

"Secondo l’Osservatorio nazionale sui consumi di suolo, in Lombardia tra il 1999 e il 2005 sono spariti 26.700 ettari di terreni agricoli, come se in sei anni fossero emerse dal nulla cinque città come Brescia. Ogni giorno il cemento e l’asfalto cancellano più di 10 ettari di campagne in Lombardia (100.000 metri quadrati) e altri 8 in Emilia.
Secondo i dati Istat, elaborati dal Wwf, in Italia fra il 1990 e il 2005 sono stati divorati dal cemento e dall’asfalto (dunque sterilizzati per sempre) 3,5 milioni di ettari, cioè una regione grande più del Lazio e dell’Abruzzo messi assieme. Il tutto a un ritmo di 244.000 ettari l’anno".

Dopodiché, l'interessante articolo 'scende' verso casa nostra per parlare di Giampilieri, San Fratello e i Nebrodi, dove questo inverno si sono verificati disastri ecologici ed ambientali di inusitata imponenza e la cui irruenta forza devastatrice è tutt'ora in atto.

"Si divora territorio ovunque sia possibile e anche dove non lo sarebbe. Come rivela il disastro di Giampilieri, provincia di Messina, 1° ottobre 2009, trentasette morti sotto il nubifragio e il cedimento del terreno. Più un trentottesimo corpo, dalla cintola in giù, che nessuno è andato a reclamare. Più una trentanovesima vittima, mai ritrovata, badante venuta dall’Est.

Come dimostra la frana di SanFratello, già San Filadelfio, paese in provincia di Messina, costruito su un colle di 700 metri dalle truppe mercenarie raccolte nella valle Padana da Ruggero il Normanno per la riconquista. La collina è venuta giù nel 1754, rovinando su metà dell’abitato, e poi di nuovo nel 1922, distruggendo la parte centrale del paese. La popolazione – oggi 1500 abitanti – ricostruì sul versante a mare, e anche questo, a febbraio 2010, è crollato.

O come la frana di Maierato, Vibo Valentia, che il 16 febbraio 2010 ha trascinato uliveti e case dove vivevano 249 persone. «U mundu si ribbejau» ha detto un’anziana donna che non voleva lasciare la sua abitazione ed era provvisoriamente ospitata nella Scuola allievi agenti della polizia a Vibo. Il mondo si è ribellato. In quei giorni di metà febbraio in Calabria è piovuto molto e ci sono state 180 frane". © Chiarelettere editore srl

Tratto da A.Garibaldi, A.Massari, M.Preve, F.Sansa, G.Selvaggiulo, La colata, a cura di Ferruccio Sansa, Chiarelettere, pp. 522, euro 16,60

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