Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MESSINA: LA CULTURA CHIUSA IN UNO SCANTINATO

Da 4 anni inaccessibili al pubblico la Biblioteca Comunale Cannizzaro e l’Archivio Storico di Messina
Messina, 19/06/2010 - La politica di questa città per la cultura dedica solo una “notte” e tante chiacchere e demagogia. A memoria d’uomo non si ricorda la costruzione di una biblioteca anzi i nostri amministratori le chiudono: quella universitaria è stata chiusa da almeno 10 anni,
la biblioteca comunale Cannizzaro e l’Archivio Storico per più di 30 anni sono rimasti relegati al 3° piano dell’Is.26 di via Catania, in luoghi assolutamente non idonei e inaccessibili a disabili: la sala lettura di tre metri per tre con un tavolo e 3 sedie.

Da due anni entrambi sono stati trasferiti negli scantinati dello stesso palazzo, dove l’umidità ha già danneggiato gravemente libri e rarissimi documenti dell’Archivio Storico, indispensabili per la memoria e gli studi di questa città.
In queste condizioni, ovviamente, per 4 anni è stato negato l’accesso al pubblico e i 14 impiegati sono stati costretti a svolgere solo un lavoro amministrativo in un luogo così malsano da intaccare la salute e la dignità del loro lavoro.

Questa politica, che con la cultura non ha niente a che fare, risponde sempre con la furbizia, la malafede e l’inganno: “Stiamo trovando i locali….Trasferiremo tutto al palazzo della cultura…” e rimanda come sempre. CHE VERGOGNA!
Certo, se di vergogna questi amministratori ne provassero almeno un po’, forse questa città potrebbe cominciare piano piano un nuovo percorso…
A questo punto mi piace immaginare come avrebbe concluso Antonio Albanese nelle vesti di Cetto Laqualunque:

“ CIAO CULTURA! … CIAO CIAO CULTURA…!
‘NTOCULU ALLA CULTURA!”.


DOBBIAMO DARE UNA SVOLTA!
Creiamo in tutto il comune, a partire dai villaggi periferici, centri culturali con:
-         Auditorium (per incontri, dibattiti, proiezioni, teatro, musica, mostre, ecc..)
-         Biblioteche
-         Spazi all’aperto attrezzati
E’ fortemente significativo realizzare tutto questo oltre che con fondi pubblici, anche con le strutture e le ingenti somme confiscate alla mafia.

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