Senza dimora, la strage silenziosa: 414 morti nel 2025 in Italia, 17 in Sicilia

414 morti senza dimora nel 2025. In Sicilia 17. A gennaio il censimento. Quante sono le persone senza dimora?  Nel 2025 in Italia  hanno perso la vita in strada 414 persone senza dimora. Anche la Sicilia, con 17 decessi rilevati, è parte di questa strage silenziosa , che vede l’età media delle vittime fermarsi a soli 46,3 anni, oltre 35 anni in meno rispetto alla media nazionale. 9 genn 2026 - Ma quante sono in totale le persone senza dimora? Come vivono, quali le loro condizioni e le loro necessità?  A queste domande si proverà a rispondere con il censimento e la conta nazionali, previsti a fine mese nelle 14 città metropolitane, fra cui Palermo, Catania e Messina.  L'azione, promossa da Istat e coordinata da fio.PSD - Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora - è in programma il 26, 28 e 29 gennaio, con il supporto di migliaia di volontari in tutta Italia. Nelle tre città siciliane servono ancora volontari e volontarie , che previa una adegua...

BENI CULTURALI: SOTTOSCRITTA NUOVA INTESA REGIONE CESI

PALERMO, 6 ago 2010 - E' stata sottoscritta oggi tra il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo e il Presidente della Regione ecclesiastica di Sicilia, l'Arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo l'intesa per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni di istituzioni ed enti ecclesiastici con interesse culturale. Questa nuova intesa abroga e sostituisce quella dell'11 giugno 1997 resa esecutiva con la convenzione stipulata il 19 marzo del 2002.
La riscrittura si e' resa necessaria dopo i notevoli cambiamenti intervenuti nel settore, a partire dal Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, e l'intesa sullo stesso argomento siglata nel 2000 tra il Ministro dei Beni culturali e il Presidente della Conferenza episcopale italiana, nonche' la riforma dell'amministrazione regionale che ha preso avvio all'inizio di quest'anno.

Il testo, pur ripercorrendo lo schema di quello precedente, introduce significativi cambiamenti ed alcuni aspetti innovativi alla luce delle nuove e piu' complesse esigenze che emergono da questo importante settore.

"Parte con oggi - ha commentato il Presidente Lombardo - un percorso che rafforzera' la collaborazione tra Regione e Chiesa siciliana volto a valorizzare sempre piu' il vasto patrimonio culturale siciliano costituito in modo significativo dai beni ecclesiastici, espressione della storia e della cultura del nostro popolo".

"Questo impegno - ha proseguito - ci consentira', peraltro, di utilizzare i finanziamenti europei previsti per il restauro e la valorizzazione dei beni culturali, attraverso i quali potremo dar luogo a processi virtuosi di occupazione, soprattutto per i giovani, e aumentare la nostra offerta sul mercato del turismo culturale, che vede sempre piu' la Sicilia in grado di concorrere con le mete piu' note e significative di tutto il Paese".

Alla sottoscrizione erano presenti: l'assessore per i Beni culturali e l'Identita' siciliana, Gaetano Armao, il dirigente generale dei Beni culturali, Gesualdo Campo, il vescovo delegato per i beni culturali, Domenico Mogavero, il vescovo ausiliare di palermo, Carmelo Cuttitta.

Per quanto attiene ai beni mobili si assume l'impegno per quanto possibile, di mantenerli nei luoghi e nelle sedi di originaria collocazione. La Regione Ecclesiastica siciliana collaborera' con l'Assessorato regionale per assicurare il rispetto della legislazione vigente in materia di requisiti professionali dei soggetti esecutori degli eventuali restauri e manutenzioni.

Altro aspetto la sicurezza: la Regione siciliana e quella Ecclesiastica assicureranno adeguate misure di sicurezza, con particolare riguardo agli edifici aperti al culto e ai beni maggiormente esposti al rischio di furti, del degrado e dell'abbandono.

Le parti predisporranno un programma di interventi per la sicurezza degli edifici e delle opere accessibili a studiosi, visitatori e turisti, compresi musei, archivi e biblioteche che preveda: l'utilizzazione di personale di custodia per la salvaguardia, la fruizione e la valorizzazione dei beni; l'installazione di sistemi d'allarme per le opere a rischio.

Nel caso di cambiamento dell'uso religioso o di culto e conseguente cessione della proprieta' a terzi, l'intesa prevede che la Regione siciliana eserciti il diritto di prelazione e si impegna a osservarne la preclusione agli usi disdicevoli con l'identita' originale dei beni.

Le parti auspicano, inoltre, l'istituzione e la promozione di musei dei beni ecclesiastici con interesse culturale secondo la tipologia di: musei dell'opera; uno per ogni edificio monumentale di culto e musei diocesani: uno per ogni diocesi.

Un punto innovativo riguarda le biblioteche per le quali le parti concordano che i beni librari di interesse storico appartenenti ai medesimi enti e istituzioni rimangano nei rispettivi luoghi di conservazione; sulla necessita' di assicurare interventi atti a garantire misure di sicurezza e si impegnano a concordare indirizzi e a definire strumenti omogenei in materia di inventariazione e catalogazione del materiale librario.

Per gli archivi la Regione Ecclesiastica Sicilia si impegna a favorire l'apertura alla consultazione a quelli storici diocesani e, per quanto possibile, degli altri archivi di istituzioni ed enti ecclesiastici da essa dipendenti, mentre la Regione siciliana si impegna a includere nei piani di finanziamento anche gli archivi ecclesiastici e a fornire collaborazione tecnica e contributi finanziari per il restauro di materiale documentario, la dotazione di attrezzature, di inventari e di mezzi di corredo; a dare priorita', negli interventi finanziari, agli archivi storici diocesani, nonche' agli archivi provinciali di istituti religiosi che abbiano particolare rilevanza.

Per favorire la formazione del personale addetto ai beni culturali le parti si impegnano a promuovere attivita' di formazione e corsi di aggiornamento, anche in coordinamento con quelli effettuati da altri enti, nell'ambito della vigente normativa regionale in materia di formazione professionale.

L'intesa per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni di istituzioni ed enti ecclesiastici con interesse culturale abroga e sostituisce quella dell'11 giugno 1997 resa esecutiva nel marzo 2002.

La novita' maggiormente significativa riguarda l'oggetto della nuova intesa in cui i beni culturali vengono definiti "di istituzioni ed enti ecclesiastici con interesse culturale", mentre in quella precedente erano chiamati "beni culturali di interesse religioso".

Competenti per l'attuazione delle norme sono: a livello regionale: l'Assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identita' siciliana; il Vescovo delegato per i beni culturali ecclesiastici dalla Conferenza Episcopale Siciliana (CESi); il Dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali; il Direttore dell'Ufficio regionale per i beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Siciliana. A livello locale: i soprintendenti o loro delegati da individuare tra i dirigenti di servizi delle Soprintendenze ciascuno secondo la propria competenza settoriale; i vescovi diocesani o i loro delegati.

Con l'intesa le parti si impegnano a definire i programmi annuali e pluriennali d'intervento per i beni culturali, informandosi reciprocamente dei relativi piani di spesa. Tra i parametri di spesa individuati si aggiunge quello relativo alle particolari esigenze di culto, che prima non era previsto.

Elemento di novita' riguarda il caso delle calamita' naturali che coinvolgono beni ecclesiastici con interesse culturale. In queste evenienze le autorita' locali provvedono a costituire immediatamente una commissione paritetica per il sollecito accertamento dei danni, per valutare la priorita' degli interventi, per reperire le risorse finanziarie per il restauro e la ricollocazione in situ.

Particolare rilievo viene dato alla complessa e varia problematica dell'inventariazione e catalogazione, assunta come "fondamento conoscitivo di ogni successivo intervento".

Preso atto che la scheda di catalogazione adottata dalla Conferenza Episcopale Italiana e' conforme a quella dell'Istituto Centrale del Catalogo la Regione Siciliana la adotta, mentre la Regione Ecclesiastica Sicilia collabora ai progetti di catalogazione proposti dalla Regione siciliana, concordando l'adozione di sistemi di compatibilita' per l'accesso alle rispettive banche dati.

(Segue).

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