Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MESSINA, EDILIZIA: TAGLIO FONDI, DITO PUNTATO CONTRO LA BUROCRAZIA

 Oriti: “Avviando subito i tanti interventi di manutenzione e messa in sicurezza già finanziati, si potrebbe far ripartire il settore”
Messina,19 Maggio 2011 – Dirottati altrove i fondi destinati alle grandi opere, per far ripartire il settore si deve puntare sugli interventi possibili, già finanziati ma spesso bloccati o rallentati dalla burocrazia.
Questo quanto è emerso nel corso del direttivo della Fillea di Messina, la categoria della Cgil che segue il settore dell’edilizia, e nell’analisi del gruppo dirigente.


Sottolineato come solo nel corso dell’ultimo anno, in provincia, a causa della crisi, si siano persi circa 1500 posti di lavoro nell’edilizia. “I fondi destinati alla grosse infrastrutture come per esempio per il raddoppio della Messina-Catania o per i FAS, sono stati dirottati altrove- ha spiegato Biagio Oriti segretario generale della Fillea Messina-. Oggi l’unica grande opera avviata e realizzabile è la Mistretta -Gela per un importo di 140 milioni di euro. Inutile in questa fase sperare nelle grandi opere. Si deve piuttosto puntare a quelle già finanziate e non ancora appaltate o avviate che riguardano diversi porti della provincia così come la manutenzione delle autostrade. Oltre, naturalmente la messa in sicurezza”.

Secondo i dati raccolti dalla Fillea, solo nel porto di Messina potrebbero partire subito lavori per 200milioni di euro. A
Tremestieri per  80 milioni; il completameno del porto S. Agata con un budget di 50 milioni € e ancora i porti di  Lipari, Milazzo e Capo d’Orlando.

Analogamente sul versante della strade provinciali dove sono bloccati lavori per 61 milioni di euro e per quelli di sistemazione e manutenzione delle autostrade Messina-Catania e Messina-Palermo. “Si tratta di rallentamenti dovuti per lo più alla burocrazia o alla mancanza di programmazione e efficacia della attività amministrativa. Lavori che potrebbero però rimettere in moto l’economia e l’occupazione oltre a rappresentare importanti strumenti di prevenzione della sicurezza dei cittadini”, commenta Oriti che sollecita anche l’Iacp, proprietario di 4mila alloggi a Messina e presente in 106 comuni della provincia, ad avviare i lavori di ristrutturazione e realizzazione degli alloggi, “Quello dell’Iacp è un patrimonio vecchio e degradato che necessiterebbe di interventi di manutenzione e strutturali. Utilizzando tutte le risorse a disposizione- ha osservato Oriti-, l’IACP potrebbe non solo intervenire in queste situazioni ma anche dare risposte abitative che in termini occupazionali". Forti critiche sono poi state espresse per la questione dei Fondi destinati alle zone alluvionate, "Risorse indispensabili alla messa in sicurezza dei territori e dei nostri conterranei, opere e interventi che, al contempo, contribuirebbero anche a far ripartire l'economia in aree dove dopo le alluvioni, tutto si è bloccato", ha concluso il dirigente sindacale. 

Al Direttivo era presente anche Franco Tarantino, segretario generale della Fillea Sicilia che ha denunciato la perdita di oltre 15mila posti nel settore edile in Sicilia a causa della crisi..

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