Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MANOVRA: A CASA IL MANUALE CENCELLI E I NONNI ABELARDI DELLA POLITICA

Roma, 12/08/2011 – I ‘nonni Abelardi’ della politica nazionale sono confusi. Senza il manuale Cencelli si sentono persi e non sanno che pesci prendere. Riesce solo Pierferdinando Casini a smetterla di ripetere il refrain che il mese prossimo compirà 4 anni: “Berlusconi si deve dimettere, il Governo pure”. Ruby Rubacuori e il bunga-bunga sono ormai fuori dall’illuminato eloquio dei ‘nonni Abelardi’. La crisi e la manovra hanno scompaginato il manuale Cencelli e senza quello ai
‘nonni Abelardi’ della politica non resta altro su cui basare la loro algebra spartizionale.

Chi ha messo fuori gioco il manuale Cencelli saprà molto bene a cosa mira. E l’obiettivo potrebbe essere esattamente quello: abrogare il manuale Cancelli e i 'nonni Abelardi'. O almeno obbligarli ad inventarsi altre modalità di sopravvivenza: "Io lo so ma non lo dico", in futuro potrebbe essere un po' poco... Come poco sono oggi le dimissioni di Berlusconi, di tutti i bunga-bunga, di tutti i collettori di tangenti, di tutti gli spartitori di derrate varie da spartire, di corruttori e corrotti d'ogni collocazione.

Ecco che rimangono sprazzi di ‘Berlusconi se ne deve andare’, ma solo sprazzi. Tra non molto ci vorranno cose molto più serie e comunque diverse, non contemplate dal manuale Cencelli e perciò fuori dalla portata e dalla conoscenza della generazione dei ‘nonni Abelardi e delle nonne Abelarde’.

Probabilmente l’obiettivo vero di queste speculazioni parossistiche in atto, manovrate con abilità e potere, padroneggiate da un 'livello' che sta al di sopra degli Abelardi, è mandare a casa proprio gli Abelardi e cambiare epoca. Perchè questi sono perfino capaci di inventarsi la 'terza Repubblica'. E poi la quarta.

Giusto Pierferdinando Casini ha avuto la finezza e l’intelligenza di dirlo, quasi con i versi di Fabrizio De Andrè: “Anche se noi ci crediamo assolti siamo lo stesso coinvolti. Anche se ora ce ne freghiamo noi quella volta, noi c'eravamo”.

Forse perché sa che lui sopravviverà a questo tsunami. E lo meriterebbe, se solo riuscisse ad includere nella sua ricetta (per la quale non ha chiesto i diritti d’autore alla Siae) l’abolizione dei consigli comunali e di quartiere, degli enti inutili in blocco, dei costi della Rai, etc., etc. Una moratoria, se non altro... Almeno una moratoria sul bacchettonismo non farebbe male. Certo, comprendiamo che chi si ‘macchia’ di simili ‘crimini’ rischia di perdere voti e scatenare le caste. Ma c'è di mezzo la stima o, per chi non tiene alla stima, la sopravvivenza, la poltrona.

La crisi è per tutti. Pure per la casta dei Nonni Abelardi, che non vogliono mollare i privilegi e il manuale Cencelli. Ma dovranno farlo!

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