Gibellina Capitale, un simbolo di resilienza e rinascita, la prova che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali

"Nell'anniversario del terremoto del Belìce, il nostro primo pensiero va ancora una volta alle vittime e ai loro cari. Una perdita ed un dolore che certamente non si cancellano col tempo. 15/01/2026 -  E in questa ricorrenza non possiamo dimenticare che ancora per troppe persone il terremoto non è solo un ricordo, ma una realtà quotidiana fatta di una ricostruzione che per molti versi non ha ancora restituito la normalità e la dignità che le nostre comunità meritano.  Riconosciamo i passi avanti fatti, ma sappiamo che la strada non è compiuta. Uno stimolo a proseguire nel nostro impegno per sanare queste ferite e perché presto le nostre comunità ritrovino la piena normalità." "Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita, la prova concreta che dalle tragedie possono scaturire nuove energie vitali per le comunità e i territori. Il riconoscimento di Capitale italiana dell'arte contemporanea 2026 non è solo un prestigioso titolo, ma sarà uno strumento e un volan...

MANOVRA: A CASA IL MANUALE CENCELLI E I NONNI ABELARDI DELLA POLITICA

Roma, 12/08/2011 – I ‘nonni Abelardi’ della politica nazionale sono confusi. Senza il manuale Cencelli si sentono persi e non sanno che pesci prendere. Riesce solo Pierferdinando Casini a smetterla di ripetere il refrain che il mese prossimo compirà 4 anni: “Berlusconi si deve dimettere, il Governo pure”. Ruby Rubacuori e il bunga-bunga sono ormai fuori dall’illuminato eloquio dei ‘nonni Abelardi’. La crisi e la manovra hanno scompaginato il manuale Cencelli e senza quello ai
‘nonni Abelardi’ della politica non resta altro su cui basare la loro algebra spartizionale.

Chi ha messo fuori gioco il manuale Cencelli saprà molto bene a cosa mira. E l’obiettivo potrebbe essere esattamente quello: abrogare il manuale Cancelli e i 'nonni Abelardi'. O almeno obbligarli ad inventarsi altre modalità di sopravvivenza: "Io lo so ma non lo dico", in futuro potrebbe essere un po' poco... Come poco sono oggi le dimissioni di Berlusconi, di tutti i bunga-bunga, di tutti i collettori di tangenti, di tutti gli spartitori di derrate varie da spartire, di corruttori e corrotti d'ogni collocazione.

Ecco che rimangono sprazzi di ‘Berlusconi se ne deve andare’, ma solo sprazzi. Tra non molto ci vorranno cose molto più serie e comunque diverse, non contemplate dal manuale Cencelli e perciò fuori dalla portata e dalla conoscenza della generazione dei ‘nonni Abelardi e delle nonne Abelarde’.

Probabilmente l’obiettivo vero di queste speculazioni parossistiche in atto, manovrate con abilità e potere, padroneggiate da un 'livello' che sta al di sopra degli Abelardi, è mandare a casa proprio gli Abelardi e cambiare epoca. Perchè questi sono perfino capaci di inventarsi la 'terza Repubblica'. E poi la quarta.

Giusto Pierferdinando Casini ha avuto la finezza e l’intelligenza di dirlo, quasi con i versi di Fabrizio De Andrè: “Anche se noi ci crediamo assolti siamo lo stesso coinvolti. Anche se ora ce ne freghiamo noi quella volta, noi c'eravamo”.

Forse perché sa che lui sopravviverà a questo tsunami. E lo meriterebbe, se solo riuscisse ad includere nella sua ricetta (per la quale non ha chiesto i diritti d’autore alla Siae) l’abolizione dei consigli comunali e di quartiere, degli enti inutili in blocco, dei costi della Rai, etc., etc. Una moratoria, se non altro... Almeno una moratoria sul bacchettonismo non farebbe male. Certo, comprendiamo che chi si ‘macchia’ di simili ‘crimini’ rischia di perdere voti e scatenare le caste. Ma c'è di mezzo la stima o, per chi non tiene alla stima, la sopravvivenza, la poltrona.

La crisi è per tutti. Pure per la casta dei Nonni Abelardi, che non vogliono mollare i privilegi e il manuale Cencelli. Ma dovranno farlo!

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