Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

BARCELLONA P.G.: ARRESTATO UN USURAIO, DEFERITO IL CUGINO

Barcellona Pozzo di Gotto, 17/03/2012 - Nella giornata di ieri la Squadra Mobile ha arrestato in flagranza di reato Laurence Calderone, 35 anni, titolare di una videoteca a Barcellona P.G, per favoreggiamento personale, in quanto ritenuto responsabile della commissione del reato di usura ai danni di un imprenditore. Nella medesima circostanza gli agenti hanno deferito in stato di libertà all’A.G. il cugino dell’arrestato, un uomo di anni 38 di Barcellona P.G. , in quanto ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento personale.

Gli investigatori hanno accertato che un imprenditore messinese, per fare fronte ai debiti contratti, nel febbraio 2011 chiedeva un prestito ad uno dei suoi clienti che svolgeva l’attività di gestore di una videoteca. Quest’ultimo contattava l’imprenditore comunicadogli che gli poteva elargire la somma di diecimila euro (€ 10.000) in contanti e che come corrispettivo avrebbe dovuto restituire, dopo trenta giorni, undicimilacinquecento euro (€ 11.500).

Alla scadenza del periodo concordato, l’imprenditore, non essendo stato in grado di restituire l’intero importo, concordava con l’usuraio di pagare una rata di millecinquecento euro (€ 1.500) rappresentanti gli interessi maturati in quel mese per poi saldare in seguito, in un’unica soluzione, l’intero importo del prestito ottenuto ammontante alla somma di undicimilacinquecento euro (€ 11.500).

I pagamenti delle somme di denaro a titolo d’interesse continuavano nei mesi successivi e, persistendo lo stato di crisi e di necessità, l’imprenditore era costretto a chiedere altre somme in prestito che si aggiungevano all’importo iniziale ottenuto. Gli investigatori accertavano che in più riprese, a decorrere dal mese di febbraio 2011, l’imprenditore aveva ricevuto dei prestiti di diverso importo ammontanti a un totale di cinquantunomila euro (€ 51.000) ed aveva restituito la somma di trentunomilacento euro (€ 31.100) a titolo d’interessi rimanendo invariata la quota capitale.

L’attività dell’usuraio nei confronti dell’imprenditore continuava incessantemente sottoponendo quest’ultimo a varie forme di pressione con la richiesta della consegna urgente di quanto pattuito.
Ieri, gli agenti della Squadra Mobile, mediante specifici servizi di appostamento ed osservazione, hanno tratto in arresto in flagranza di reato l’usuraio ponendo fine all’incubo dell’imprenditore che nel corso di un anno è stato costretto a chiudere la propria attività commerciale.

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