Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

TELCOM DI VILLAFRANCA: DOPO LA RIUNIONE TRA AZIENDA E SINDACATI PERMANE IL PRESIDIO DEI LAVORATORI

Villafranca Tirrena (Me), 18 aprile 2012 – “Il presidio dei lavoratori della Telcom rimarrà attivo fuori e dentro la fabbrica sino a quando l’azienda non darà risposte esaustive”. Il segretario provinciale della Femca Cisl, Stefano Trimboli, lascia aperta la vertenza che interessa lo stabilimento di Villafranca dell’azienda pugliese che produce serbatoi per acqua potabile, vasi in plastica che già da giorni vede i 18 lavoratori protestare.
La decisione di continuare il presidio è arrivata al termine dell’incontro tenutosi presso lo stabilimento tra i rappresentanti della società, il sindaco di Villafranca Tirrena, anche nella qualità di Responsabile unico del Contratto d’Area e il sindacato. Un incontro urgente richiesto dal sindacato dopo la decisione dell’azienda di voler trasferire dei macchinari fuori dall’impianto messinese che ha provocato la protesta dei lavoratori con il blocco delle merci in ingresso ed uscita dalla filiale e il presidio fisso davanti la fabbrica.

Nel corso dell’incontro la Femca ha evidenziato come sia irrinunciabile la necessità di ripristinare l’attività produttiva nel sito di Villafranca con il rientro in fabbrica dei 18 lavoratori che sino al prossimo 30 aprile si trovano in Cassa Integrazione Straordinaria e dopo quella data saranno posti in esodo per una riduzione del personale.
“Se l’azienda ha necessità di completare dei lavori per clienti esteri – ha sostenuto Stefano Trimboli – perché non utilizzare proprio l’impianto di Villafranca? Comprendiamo le difficoltà di mercato in cui si trova l’azienda e per questo siamo disposti a una rivalutazione congiunta del piano industriale dell’impresa, con l’impegno di massimo sforzo da parte delle maestranze di una costante valutazione e condivisione, in sede aziendale, delle politiche industriali dell’azienda rivolte all’aumento della qualità, della diversificazione dei prodotti e della commercializzazione”.

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