Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

TERRONIA: LA POLITICA MESSINESE È USCITA ALLO SCOPERTO PER INCAPACITÀ E SUDDITANZA

Lettera aperta ai cittadini messinesi e della sua provincia. La politica messinese è finalmente uscita allo scoperto, mostrandosi in tutta la propria incapacità e sudditanza psicologica nei confronti dei poteri forti regionali!
Messina, 18/04/2012 - Chi mai avrebbe potuto credere sino a qualche anno fa, che una delle bandiere messinesi, insieme alla nobile Madonnina dello Stretto ed al Pilone di Torre Faro,
poteva essere deliberatamente abbandonata e distrutta, senza un minimo di resistenza e senza che Messina lottasse?
Questa è la triste e vera storia della Fiera internazionale di Messina, fiore all’occhiello nello storico passato messinese, che ieri sera ha visto bocciato il “folcloristico emendamento” al maxi emendamento proposto alla legge regionale finanziaria 2012 all’ARS, cancellando definitivamente le tanto attese prospettive di rinascita e rilancio dell’Ente fieristico più antico di Sicilia.

Vergognoso assistere al trionfo della “politica del sotto bosco”, che nei salotti palermitani e messinesi, ha decretato la fine dello storico Ente, mostrandosi con inique e violente strategie, dapprima con l’abbandono della Fiera da parte dei soci fondatori, tra cui la Provincia regionale ed il comune di Messina, che ricordiamo non versano quote all’Ente dal Febbraio del 2009, ovvero, casualmente, dall’insediamento dell’ultimo commissario pro-tempore il dott. Fabio D’Amore, per poi definirsi con tutta la sua brutalità, mostrando anche qui l’impotenza di chi timidamente ha tentato un opposizione in Assemblea Regionale Siciliana, con la bocciatura dell’emendamento inerente gli arretrati e le quote per gli eventi fieristici del 2012, bocciatura tra l’altro scontata in quanto emendamento di un maxi emendamento, e non parte integrante dello stesso maxi emendamento, come la prassi per una reale volontà di approvazione avrebbe voluto.

La sudditanza alle politiche filo palermitane e catanesi, è diventata un “mostro sociale” che non consente ad alcun Rappresentante Istituzionale messinese di profilo nazionale e regionale, di avere la giusta concentrazione nello svolgere il proprio ruolo, mostrandosi nei momenti seri ed importanti come quello di ieri, impotenti ed inefficaci.

Stranisce pensare però, che gli stessi deputati in situazioni sicuramente meno importanti per la collettività, come la nomina di un manager nella sanità o la segnalazione di un professionista nei meandri degli apparati pubblici, riescano egregiamente, facendosi valere e sentire.

Inutile nasconderlo, le colpe sono a tutti i livelli e si tratta assolutamente di un fallimento della politica messinese, succube di strategie precise dei salotti bene della nostra regione, che magari in lucrose ottiche future, hanno decretato la fine della Fiera di Messina e l’abbandono al proprio destino dei suoi dipendenti, che se sino a ieri combattevano per ottenere gli stipendi pregressi, da stamane avranno il pensiero fisso di un futuro incerto e da probabili neo disoccupati.

Al personale la nostra solidarietà e disponibilità a scendere a loro fianco per le strade per denunziare il corrotto sistema che li pone oggi in questa avvilente situazione, ma per la politica dei partiti nessuna clemenza!


Per tale motivo abbiamo preferito esprimerci attraverso il Comitato d’Iniziativa popolare “Terronia”, spogliandoci delle nostre appartenenze partitiche, perché convinti delle responsabilità delle istituzioni e della politica a tutti i livelli, comunale, provinciale e regionale, e della necessità di porre un freno alle logiche del “sottosviluppo per Messina e per la sua provincia”, anche a costo di dimettersi dai propri partiti ed avviare dei nuovi momenti culturali di rinascita ed orgoglio messinese, in definitiva dei nuovi “Vespri Messinesi”!

Il responsabile del C.I.P. “Terronia”
Roberto Cerreti

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