Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MAFIA: LUMIA (PD), SUL TENTATO SUICIDIO PROVENZANO FARE CHIAREZZA, E' UNA MESSINSCENA

Palermo, 11 maggio 2012 – “Sulla notizia del tentato suicidio di Bernardo Provenzano bisogna essere molto cauti e fare chiarezza. Non vorrei che questo gesto sia l’ennesima trovata per ottenere benefici carcerari e gli arresti domiciliari. Continuo a ripeterlo: se Provenzano ha problemi di salute deve essere curato in modo adeguato, ma in carcere e sempre in regime di 41bis. I figli chiedano al padre-boss di collaborare con lo Stato. Ammettere le proprie responsabilità è l’unica strada possibile per ottenere i benefici previsti dalla legge”. Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia.

“Chiunque abbia un minimo di buon senso avrà capito che il tentativo di suicidio da parte di Bernardo Provenzano nella sua cella del carcere di Parma è una messinscena”. Lo ha dichiarato l’on. Sonia Alfano, Presidente della Commissione Antimafia Europea.
“Del resto, quando nel 2010 sono andata a incontrarlo in carcere, fu lui stesso a dirmi che non aveva bisogno di nulla. Qualsiasi gesto mirato a mandare un messaggio o ad ottenere qualche beneficio, è condannabile. Il posto di Bernardo Provenzano deve essere il carcere. E se ha problemi di salute, riceverà le dovute cure. Ma deve restare in galera”.

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