Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA SI TRASFERISCE IN INDONESIA

Lo scrive Stefano Sansonetti su Italia Oggi: "Ponte sullo Stretto ma in Indonesia. In gioco un collegamento tra le isole di Giava e Sumatra La società italiana, controllata dall'Anas, adesso punta alla realizzazione di un progetto asiatico"

Italia Oggi, 23/08/2012 - Adesso non si dica che la Stretto di Messina spa è un inutile carrozzone. Già, perché la società pubblica che dal 1981 insegue inutilmente il sogno del Ponte, e che nel frattempo ha prodotto costi per circa 300 milioni di euro, sembra oggi intenzionata a darsi un altro obiettivo. Uno scopo, verrebbe da dire, che ne possa giustificare l'esistenza, soprattutto nel caso in cui si dovesse definitivamente abbandonare la realizzazione del collegamento tra Scilla e Cariddi.
Ebbene, la Stretto di Messina spa, controllata dall'Anas, sta guardando a Oriente, in particolare all'Indonesia. Qui sono già state raggiunte intese con la società Wiratman & Associates, coinvolta in un consorzio di diritto indonesiano per un piano importante: realizzare due ponti sospesi di 3.800 metri ciascuno per collegare le isole di Sumatra e Giava. Tempo fa era già stato firmato un «memorandum of understanding», ovvero un protocollo a valle del quale l'anno scorso la società pubblica italiana, guidata dall'ad Pietro Ciucci, ha presentato alcune proposte relative all'attività preparatoria del progetto base del doppio ponte indonesiano. Nel dicembre 2011, poi, il governo del paese asiatico ha reso nota la volontà di procedere alla preparazione del progetto preliminare di quello che è stato ribattezzato il «Sunda Strait Bridge».

Affidatario di questa attività è appunto risultato il consorzio al cui interno spicca la Wintaram. Quest'ultima, si apprende ora dall'ultimo bilancio depositato dalla Stretto di Messina (chiuso il 31 dicembre 2011), ha chiesto alla società di Ciucci «la conferma della volontà di collaborare come possibile partner dell'iniziativa che presenta notevoli caratteristiche di affinità con il Ponte sullo stretto di Messina e i suoi collegamenti».

Insomma, proprio quelle opere su cui a livello teorico la società italiana si esercita da trent'anni, senza risultato pratico alcuno. Perché, devono essersi chiesti Ciucci & co., non mettere a frutto tutta questa esperienza accumulata a beneficio di qualcos'altro? E così si è arrivati all'Indonesia. In sostanza l'idea è quella di coinvolgere la società pubblica nostrana in un'attività di supporto e assistenza nella redazione del progetto preliminare. Di più, perché nel bilancio si spiega che «è stato richiesto di effettuare offerte sia per il controllo della progettazione che per la successiva fase di controllo dell'attività per la realizzazione dell'investimento complessivo».

ef="http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1785796&codiciTestate=1" target="_blank">(segue>>>)

Stefano Sansonetti
www.italiaoggi.it

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