Niscemi interviene Sigea: atti di compravendita di un immobile, è il colpo nella pistola della “roulette russa”

Niscemi interviene Sigea.  La Società Italiana di Geologia Ambientale propone che gli atti di compravendita di un immobile contengano anche il certificato che descriva i pericoli geologici riguardanti le aree interessate.  "In Italia oggi la popolazione a rischio frane è 1.284.960 e a rischio alluvioni è 6.818.375; gli edifici rispettivamente 742.192 e 1.549.759; le imprese rispettivamente 74.974 e 642.979.  Questi sono i numeri che l’ISPRA raccoglie dall’ISTAT e dalle Autorità di Bacino".    31/01/2026 - "Nessuna delle famiglie che stanno vivendo il drammatico disagio a Niscemi, e quelle che saranno coinvolte nei prossimi mesi, avrebbe investito tutti i propri risparmi per la cosa che tutti riteniamo il rifugio economico, materiale e sociale per eccellenza, la propria casa, sapendo che un giorno una frana l’avrebbe distrutta. Nessuna delle famiglie sfollate, avrebbe con ogni probabilità investito tutti i propri risparmi per la casa sapendo che un giorno una fra...

TERRENI DEMANIALI: NO ALLA VENDITA, IL GOVERNO LI DIA IN CONCESSIONE AI LAVORATORI

17/08/2012 - Una delle ricette più comode degli ultimi governi per tentare di ripianare il deficit dello Stato è quella di dismettere i beni demaniali mettendoli all’asta, ossia al miglior offerente. Chiaramente è una scelta politica che non dimostra un grande respiro o una portata eminentemente strategica, ma è un modo semplice per incassare sperando di ricevere un po’ di liquidità per le casse di un apparato burocratico in affanno per non dire (quasi) in default. E così nell’immenso calderone da dismettere del grande patrimonio immobiliare dello Stato e degli altri apparati finiscono oltreché edifici, e tra di essi alcuni di gran pregio, anche migliaia e migliaia di ettari di terreni che potrebbero essere destinati alla più banale delle finalità: quella di rilanciare l’agricoltura in un Paese in cui l’autosufficienza alimentare sta diventando un miraggio sempre più lontano.

Ed allora, se un governo vuole dimostrare di non essere in ostaggio delle lobbies e dei grandi speculatori immobiliari che sono i primi e pressoché gli unici soggetti a lanciarsi nell’acquisto del patrimonio demaniale in vendita, avendo le relative disponibilità economiche allora una ricetta di più ampio respiro strategico per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, è quella di lanciare un piano nazionale di rilancio dell’agricoltura a partire dalla concessione, con le dovute regolamentazioni del caso, dei terreni agricoli di proprietà del demanio a cooperative di lavoratori che dimostrino l’intenzione di voler destinare le aree all’uopo concesse alla coltivazione dei prodotti della terra tradizionali o all’allevamento del bestiame.


È  da queste scelte che l’Italia può ripartire per rilanciare settori primari messi nel dimenticatoio negli ultimi trent’anni anche per una nuova è più equa ridistribuzione delle ricchezze e del patrimonio immobiliare dello Stato altrimenti destinato a finire nelle mani di pochi, pochissimi speculatori e per rilanciare l’occupazione di centinaia di migliaia di nostri concittadini favorendo anche l’integrazione e l’emersione dal nero degli immigrati irregolari sino ad ora sfruttati da caporali senza scrupoli per coltivazioni intensive stagionali.

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