Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

TODI, TUTTO ESAURITO CON LA TODI ARTE FESTIVAL ORCHESTA E IL SOLISTA EMANUELE SEGRE

Todi, 27/08/2012 - Tutto esaurito domenica sera per l’elegante concerto eseguito dalla Todi Arte Festival Orchesta con il solista Emanuele Segre, che ha inaugurato l’edizione numero ventisette del Festival.
Il pubblico, refrigerato dall’abbassamento delle temperature, ha seguito in silenzio il “concerto” (dall’etimo combattere), il dialogo tra le componenti  strumentali presenti, dando vita ad una serata d’ascolto più che di gala.

Oggi al Chiostro delle Lucrezie, con ingresso gratuito, si esibirà il duo, canto e chitarra, composto da Nancy Hernandez e Andrès Tapia. Nato nel 2005 per diffondere la ricchezza musicale dell’America Latina, Tierra y Semillia interpretano musiche tradizionali del Cile, Venezuela, Argentina, Perù e Brasile. Si sono esibiti in vari festival internazionali tra cui il Guitar Festival Rust (Austria) e sono gli inventori del festival internazionale di chitarra di Losanna, di cui attualmente Andrès Tapia è il direttore artistico.

Alle 21.30 in anteprima nazionale, dopo una serie di studi e di affinamenti a partire dai sonetti shakespeariani, andrà in scena al teatro Comunale “Antonio Cleopatra ed io” uno spettacolo di Duccio Camerini, da W.Shakespeare, tradotto da Giovanni Lombardo Radice con Duccio Camerini, Salvo Lombardo, Tullia Daniele, Barnaba Bonafaccia e Mauro Buoninfante.

Una compagnia alle prese con le prove di Antonio e Cleopatra si trova a convergere nelle ansie, nelle abitudini, nei contrasti psicologici dei personaggi interpretati, in un gioco metateatrale di commedia e tragedia. Così Antonio e Cleopatra, simbolo dell’amore terreno, effimero, contrastato e “politico”, sono la coppia sulla quale si accendono i riflettori dopo l’happy end,  e per un’alternanza di ruoli avrà  il compito di smascherare le componenti e le debolezze delle essenze maschile- femminile.
La serata si concluderà alle 23 a Piazza del Popolo, con la Fanfarona Brass Band, diretta da Augusto Mencarelli con marce, brani di musica leggera e colonne sonore arrangiate appositamente per la struttura tipica delle “Brass Band” inglesi, incentrate sugli strumenti della famiglia degli ottoni.
C’è grande attesa per il debutto della produzione del quarto spettacolo firmato da Silvano Spada, “Tangeri”, regia Enrico Maria Lamanna, con il cantante attore Pierfrancesco Poggi, Silvio Nanni e Danila Salteri, in programma per domani al Nido dell’Aquila, ore 21.30.

La pièce ripercorre liberamente la vita di Miguel De Molina, celeberrimo cantante spagnolo, repubblichino, omosessuale, torturato ed esiliato in Argentina dai franchisti durante la guerra civile in Spagna, tramite il sistema  dello sdoppiamento con un giovane attore che ne veste i panni teatrali, e che ne emulerà il coraggio e la sfrontatezza, dirigendo verso Tangeri i suoi sogni di libertà.

Sempre domani al Ridotto del Teatro ore 18.30 il primo dei due appuntamenti con la conferenza spettacolo “Schegge di Gloria”  di Alessandro Panini Finotti, dedicato alle imprese memorabili che hanno segnato i decenni del nuovo secolo dopo l’unità nazionale.

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