Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

AD ACQUEDOLCI LA MOSTRA DEL PITTORE SANFRATELLANO NINO MANASSERI

Acquedolci (Me), 01/09/2012 - Domenica 2 Settembre 2012, alle ore 19.30, nella Sala Consiliare del Comune di Acquedolci, si inaugurerà la prossima mostra del progetto Alchimia della Bellezza. Il pittore sanfratellano, Nino Manasseri esporrà durante tutto il mese di Settembre 2012 nella Casa delle Culture (via Vittorio Emanuele II, 3/5 - Acquedolci). La mostra sarà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, dalle 16.00 alle 20.00, tutti i giorni, compresi i festivi. Si concluderà il 30 Settembre 2012. http://alchimiadellabellezza.blogspot.it/2012/08/personale-di-nino-manasseri-alla-casa.html
Chi è Nino Manasseri?

NINO MANASSERI è nato a San Fratello nel 1955, dove vive e lavora. Ha conseguito la maturità artistica presso l'Istituto d'Arte di Santo Stefano di Camastra. Si dedica all'arte fin dagli anni ottanta, prediligendo particolarmente la pittura ad olio.

Ha partecipato a numerose estemporanee di pittura, concorsi nazionali e internazionali, mostre collettive e personali, ottenendo sempre lusinghieri riconoscimenti, tra cui il I° premio presso il centro ASLA di Palermo nel 1988. Nel 2009 ottiene il I° premio presso l'associazione DICEARCO di Messina con l'opera "Il 10 maggio a San Fratello". Nel 2010 vince il I° premio all'estemporanea di Acquedolci e nello stesso anno il 2° premio Europeo "Antonello da Messina".

Nel 2011 vince il I° primo premio Internazionale di Lettere e Arti "Due Sicilie", organizzato dall'Accademia Internazionale Vesuviana. Sue opere si trovano presso enti pubblici e privati e collezionisti, in Italia e all'estero.

Nota critica

Nino Manasseri lo si può chiamare, senza timore di smentite, “il pittore del popolo”. Dalle sue tele traspare, nitida ed eloquente, l'operosità della gente di San Fratello al centro dei caratteristici paesaggi montani, con l'immancabile cavallo di razza. E' un artista alacre ed infaticabile, probabilmente per un inconsapevole impulso produttivo retaggio del suo lavoro come ceramista; ma contrariamente a quel che potrebbe essere suggerito da quel mestiere, non è affatto ripetitivo.

Il valore della sua arte è intrinseco alla sua valenza sociale: entrando in sintonia con il suo ambiente sanfratellano, Nino usa i colori della sua terra – prevalentemente giallo, verde e marrone – per raccontare le gioie e i dolori della vita contadina. Il suo “realismo popolare”, però, non è né piatto né statico; la sua tela, infatti, si arricchisce di una terza dimensione: il movimento dei personaggi e le espressioni dei loro volti. Questa caratteristica della pittura di Nino Manasseri è peculiare e gli permette di trasmettere all'osservatore la malinconia dei soggetti.

Una donna anziana dai capelli bianchi, che ci guarda da dietro il vetro della finestra di casa; un uomo seduto su una sedia impagliata che tiene la testa tra le mani, in un gesto disperato, esprimendo in modo semplice e non retorico l'angoscia dei sanfratellani per la recente frana; la raccolta e l'essiccazione dei fichi sono un momento di fatica e allo stesso tempo di gioia, attività impreziosite dalla presenza dei ragazzi che partecipano ad un lavoro familiare facente parte della cultura contadina, parsimoniosa e preveggente; la fiera settembrina dei cavalli sanfratellani; momenti di riposo nei vicoli del paese antico, dalle case di pietra: sono quadri che denotano una particolare sensibilità dell'artista e esprimono la sua capacità, non soltanto tecnica, ma soprattutto di trasmettere emozioni forti. I suoi lavori illustrano un'epoca e per questa fedele e struggente abilità, allo stesso tempo artistica e sociale, sono una testimonianza che trasmette alle future generazioni la memoria della vita sui monti Nebrodi.

Farid Adly

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