Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

CATANIA: RESTITUITA AI CITTADINI LA SAGRESTIA DELLA CATTEDRALE DI S.AGATA

CATANIA, 28/11/2012 - “Questa sagrestia a maggior gloria di Dio e al culto della sua sposa Sant’Agata e per la maggior comodità da tanto tempo desiderata di questa cattedrale, Fra Michelangelo Bonadies, vescovo di Catania, incominciata dalle fondamenta, la compì bella di quegli ornati di cui risplende, nell’anno della salute 1675”. Recita così la scritta che campeggia sulla lapide della sagrestia della Cattedrale del capoluogo etneo, che sabato 1 Dicembre alle ore 10.00, dopo la Santa Messa – alla presenza di autorità religiose e cittadine - verrà restituita ai catanesi in tutto il suo splendore. Si tratta di un manufatto ligneo unico nel suo genere, scampato al terremoto del 1693 - insieme al sacrario Capitolare e alle mura perimetrali della Basilica dedicata alla nostra Martire - che per oltre cinquant’anni non è stato fruibile.
A intraprendere i lavori durati diversi mesi, in accordo con l’Arcivescovado etneo nella persona di Monsignor Barbaro Scionti, è stato Eduardo Capizzi, Agente Generale di Ina Assitalia Catania, in occasione dei festeggiamenti per i cento anni di attività della sua famiglia, che dal 1912 lavora per la nota compagnia assicurativa: «Voglio lasciare un dono alla città attraverso la nostra amata Santa – sottolinea - un segno tangibile nel territorio dove da anni opero con la stessa dedizione che ha caratterizzato l’attività della mia famiglia in diverse province siciliane».

L’intervento, affidato alla famiglia dei noti restauratori Fichera, con la supervisione dell’esperto e perito d’arte Giacomo La Rosa, ha permesso di valorizzare un’opera di particolare importanza e valore per la sua ubicazione, per il periodo storico in cui fu costruita, e soprattutto per il pregio che presenta in quanto espressione di un artigianato artistico florido, i cui caratteri stilistici furono d’esempio al barocco settecentesco della Catania vaccariniana. Una vera e propria testimonianza artistica dell’epoca, un bene della collettività che è anche simbolo della ricchezza della nostra città: «La nostra famiglia, impegnata da ben quattro generazioni nel campo della previdenza – conclude Capizzi, che da nonno Eduardo e da papà Calogero ha ereditato (e ha trasmesso alla figlia Germana), la voglia di operare per lo sviluppo del territorio – si è sempre distinta per l’etica, per i valori improntati alla trasparenza e alla lealtà: mi sembrava doveroso pertanto accompagnare questi festeggiamenti con un’azione concreta e utile, grazie alla quale la Sagrestia potrà finalmente recuperare la sua funzionalità e la sua bellezza compositiva e decorativa, riacquistando quella cromia mielata del legno di noce nazionale fra i più pregiati d’Europa».

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