Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

I MASSACRI DI BAMBINI A GAZA IN UNA INSTALLAZIONE-DENUNCIA NEL MUNICIPIO DI SCICLI

Crossing Over attraversa il Barocco di via Mormino Penna. Il richiamo all'arte di CLANGScicli, 27/12/2012 - L’opera di Sasha Vinci non ha titolo ed è un’installazione site specific, ovvero un’opera che nasce da diversi linguaggi quali scultura, sound design, scrittura, e che viene costruita appositamente per un luogo specifico: l’atrio del Comune di Scicli.
Si tratta di due lettini infantili in ferro battuto, aventi, in sostituzione al solito materasso, una copertura con terriccio ed erba. Adagiati sopra ogni rispettiva copertura in terra, vi sono due sagome di bambini realizzate in piombo fuso, a ciascuna delle due sagome è allacciato ben fermo, un gruppo (indeterminato) di palloncini rossi. Sfondo sonoro all’enunciato scultoreo è la registrazione di una canzone musicata e scritta da Sasha Vinci in chitarra e voce (cantata e suonata sempre da Sasha). Essa viene trasmessa da un lettore cd senza interruzione, ricominciando automaticamente da capo senza stacco. Dopo diverse ripetizioni della musica, vi sarà un fischio assordante in do sovracuto che non permetterà più il chiaro ascolto della canzone.
Quello è il segnale per incitare il pubblico a tagliare il nastro di ogni palloncino allacciato alle sculture in piombo fuso, ed ognuno, con il proprio palloncino, sarà invitato a far volare quest’ultimo fuori dall’atrio, liberandolo.

SIMBOLOGIA
Sasha Vinci si ispira e dedica quest’opera alla triste e tragica vicenda della stricia di Gaza, ai crimini di guerra commessi vicendevolmente tra Israele e Palestina dal 2004 sino ad oggi. Le sagome dei bambini adagiate sul terriccio simboleggiano il massacro dei bombardamenti a Gaza city che comportò la morte di un gran numero di minori. Nello specifico, il materiale del piombo fuso è stato scelto per ricordare “l’Operazione Piombo fuso” dello stato d Israele nei confronti della Palestina , che avvenne durante l’inverno del 2008. Immagini sconcertanti di questo abnorme crimine all’umanità sconvolsero Sasha (come ovviamente tutto il mondo) che volle quindi rappresentarlo sotto forma artistica.

Il piombo è un metallo altamente tossico e ciò simboleggia la morte, inoltre è un materiale che rappresenta Saturno, pianeta della solitudine. Come il piombo, anche la composizione musicale, che gira attorno a tre note (mi, la, si, tutte note legate alla terra), è unita alla simbologia di Saturno. La nota del mi e il suo suono, simboleggiano la valle saturnina del dolore, dei martiri, dei sacrifici, dei flagelli e della morte. Il suo suono è inoltre simbolo del sapere disincantato.

Il suono del fischio invece, eseguito in do sovracuto, rappresenta una nota celeste che vive nelle altezze, collocate più in alto rispetto alla triade mi la si. Il do è un oceano di luce celeste pervaso da suoni acuti. Questo è l’incipit dell’amore, della collettività umana, della forza divina che danno l’avvio alla liberazione rappresentata, in questa situazione artistica, dal gesto di tagliare e liberare i palloncini dal piombo.

I palloncini in elio - gas nobile incolore e inodore, quasi a simboleggiare le anime di ognuno di noi, la spiritualità - rappresentano appunto l’infanzia negata, la gioiosità rapita (figurata in rosso) dei ragazzini massacrati a Gaza city.
I palloncini che volano liberi dalle nostre mani rappresentano anche un festeggiamento alla liberazione della Palestina e alla dichiarazione di 194° stato del mondo da parte dell’Organizzazione Internazionale. Avvenimento che rincuora tutto il mondo.

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