Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SGARBI: «LODE A GRASSO. LA LOTTA ALLA MAFIA NON VA LASCIATA A MAGISTRATI FAZIOSI E MISTIFICATORI»

La scelta del Procuratore nazionale antimafia di correre nelle file del Pd alle prossime elezioni politiche. «Importante che un magistrato antimafia garantisca la sua presenza in un partito istituzionale»
ROMA, 27/12/2012 – Vittorio Sgarbi commenta favorevolmente la scelta del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso di candidarsi nelle file del Partito Democratico alle prossime elezioni politiche di febbraio:
«Apprezzabile e strategica – osserva Sgarbi - la candidatura di Pietro Grasso alle elezioni politiche. Anche se appare mortificante l’indicazione di uno schieramento per chi è stato magistrato fino al giorno prima (ma è la normativa che andrebbe cambiata) è importante che un magistrato antimafia garantisca la sua presenza in un partito istituzionale, non lasciando che la lotta contro la mafia sia strumentalmente intestata ad alcuni magistrati faziosi e mistificatori.

La lotta alla mafia - conclude Sgarbi - non può essere lasciata a chi inventa situazioni criminali per potere trarre vantaggio di immagine e consenso. Lode a Grasso»

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