Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

TRISCELE (EX BIRRA MESSINA): LA MOBILITA' AL MOMENTO UNICA ALTERNATIVA

Messina, 06/12/2012 - Nella giornata odierna si è tenuto presso il Palazzo del Governo un importante incontro fra la proprietà della Triscele S.p.A. (ex "Birra Messina") e le rappresentanze sindacali dei lavoratori. Alla riunione, presieduta dal Prefetto, ha partecipato anche il dr. De Francesco, dirigente provinciale dell'Ufficio del Lavoro.

I lavoratori della Triscele sono da tempo in stato di agitazione perchè il prossimo 31 dicembre scadrà la cassa integrazione guadagni e il Gruppo Faranda, cui appartiene l'Azienda, ha fatto sapere che non riuscirà a riavviare in tempo utile l'attività produttiva, anche a causa della tardiva definizione della richiesta di variante urbanistica sull'area semicentrale su cui sorge lo stabilimento, che nelle intenzioni della proprietà dovrebbe essere tesaurizzata a vantaggio dell'investimento in una nuova struttura più aggiornata e in area idustriale.
Il dr. Alessandro Faranda e i consulenti Ferro e D'Elpidio, per l'Azienda, hanno dichiarato di non potere entro fine mese proporre un piano industriale che - come richiesto dai sindacati - aprirebbe le porte a un periodo di cassa integrazione guadagni per ristrutturazione industriale; hanno però proposto di porre i lavoratori in mobilità (che assicurerebbe loro l'80% della retribuzione per un lasso di tempo che va da due a quattro anni a seconda dell'anzianità) con la garanzia di riassumerli qualora riescano a riavviare, anche in altra forma, le attività d'impresa.

I Sindacati e i lavoratori hanno rifiutato la proposta, dichiarando invece di condividere la strada indicata dal dr. De Francesco, per il quale vi sono ancora gli spazi per un ulteriore prolungamento della Cassa integrazione in deroga (già percepita da giugno scorso), per almeno sei mesi. Recentemente, peraltro, la Prefettura di Messina ha manifestato alla Regione la necessità di un allargamento di tale strumento in considerazione delle grandi difficoltà occupazionali che attraversa oggi la Città.

Il Prefetto ha concluso invitando l'Azienda a valutare la controproposta, e ha aggiornato la seduta ai prossimi giorni, per dare il tempo agli interessati di vagliarne la percorribilità.

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