Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

ARRIVA LA RICETTA MEDICA TARGATA UE

I pazienti cronici potranno utilizzare la prescrizione redatta nel proprio paese che sarà valida negli altri stati membri. Utile anche per chi è affetto da malattie rare: potrà acquistare i farmaci anche negli altri paesi con la stessa ricetta
2 gennaio 2013 - Una novità a garanzia dei pazienti che viaggiano in Europa arriva dalla Commissione Europea in tema di prescrizioni mediche valevoli su tutto il territorio UE la direttiva 2012/52.
A rivelarlo è Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che precisa che l’importante provvedimento è stato approvato il 20 dicembre scorso, ed introduce regole comuni per identificare i medici, i pazienti e i prodotti prescritti.
La nuova normativa UE servirà a creare un elenco minimo di elementi mediante i quali al paziente che si sposta al di fuori dei propri confini nazionali possa essere riconosciuta la ricetta. Per mezzo di tali informazioni essenziali, infatti, le farmacie potranno verificare l'autenticità la prescrizione medica.

Il Commissario Europeo per la Salute e la Politica dei consumatori ha ricordato che "L'anno scorso, la Commissione ha adottato una legislazione sui diritti dei pazienti per l’assistenza sanitaria transfrontaliera. L’adozione odierna di un codice di condotta per le prescrizioni transfrontaliere è un ulteriore passo essenziale per il raggiungimento dell'obiettivo principale di questa normativa: garantire che il diritto dei pazienti di accesso alle cure di buona qualità nei confini dell'Unione europea diventi una realtà. Ed ha precisato che “queste regole aiuteranno sicuramente i pazienti che viaggiano in un altro Stato membro ad ottenere le medicine di cui hanno bisogno nel Paese in cui si trovano".

Se il numero di prescrizioni transfrontaliere rappresenta lo 0,02%-0,04% di tutte le prescrizioni dell’eurozona per un totale di 2,3 milioni all'anno nel settore, al contrario dev’essere evidenziato come ha precisato una nota della Commissione che “per gruppi specifici di pazienti il riconoscimento delle prescrizioni transfrontaliere farà una differenza importante". In tali categorie rientrano i malati affetti da patologie croniche, che in questo modo avranno la garanzia di poter viaggiare senza temere di rimanere sprovvisti di farmaci o coloro che sono affetti dalle cosiddette malattie rare, e che così saranno agevolati nel poter reperire farmaci al di là dei propri confini nazionali.

La direttiva dovrà essere adottata entro il 25 ottobre 2013 dai Paesi Membri, ed in particolare ha stabilito che dovranno divenire uniformi i dati che permettono di identificare facilmente il paziente, il medico prescrittore e il prodotto prescritto che potranno essere sia farmaci che dispositivi medici. Per ciò che concerne i dettagli, i farmaci dovranno essere indicati attraverso la denominazione generica (salvo per quelli biologici), in modo da consentire una più semplice e corretta identificazione dei prodotti venduti nell'area unica sotto diverse denominazioni commerciali nonché dei prodotti posti in vendita solo in alcuni Stati Membri.

D’altro canto, la normativa non prevede nessuna limitazione per ciò che riguarda la forma, l’aspetto o la lingua in cui è redatta la prescrizione. Né sussisterà alcun vincolo circa ulteriori elementi, in linea con le pratiche nazionali, che i medici aggiungono alla prescrizione.

Giovanni D’AGATA

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