Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SICILIANTICA SCRIVE A ZICHICHI: SUBITO UN PIANO DI TUTELA DEI BENI CULTURALI

Termini Imerese, 02/01/2013 - La Presidenza regionale di SiciliAntica ha scritto all’Assessore Regionale ai Beni Culturali Antonino Zichichì chiedendo la redazione di un piano di tutela del patrimonio culturale siciliano che giorno dopo giorno viene depauperato.
“E di tutta evidenza – scrive SiciliAntica - il danno che quotidianamente viene perpetrato al patrimonio della regione, fra scavi clandestini e distruzioni provocate da attività edilizie (a volte anche regolarmente autorizzate da Comuni che ignorano l’importanza archeologica e/o i vincoli ambientali).
La Provincia di Enna, solo per fare un esempio, ha 20 comuni ad alta densità archeologica, non solo Piazza Armerina, Morgantina e Centuripe: vi sono siti archeologici altrettanto importanti anche negli altri comuni meno noti . La Soprintendenza, che ha l’onere della tutela, è priva del responsabile del servizio beni archeologici e dispone di un solo archeologo che dovrebbe difendere un territorio esteso oltre duemilacinquecento chilometri quadrati. Ma Enna è solo la provincia più piccola della Sicilia, le altre otto vivono situazioni analoghe”.

Fra le proposte che la Presidenza di SiciliAntica sottopone al nuovo assessore figurano l’istituzione della figura professionale dell’Archeologo Comunale o intercomunale, funzionario della Soprintendenza, distaccato presso gli uffici tecnici di tutti i Comuni siciliani con il compito di “presidiare” il territorio e assicurare una tempestiva e efficace azione di tutela. Oltre all’utilità culturale e scientifica di tale proposta, SiciliAntica ritiene che sarebbe un’importante opportunità occupazionale per centinaia di giovani laureati, ad oggi senza prospettive professionali.

Altre proposte per raggiungere l’obiettivo, ambizioso ma realistico, di dare una sferzata all’economia dell’isola:
- richiesta all’Unesco di inserire la Sicilia, nella sua totalità, fra i patrimoni dell’umanità;
- abolizione della normativa che ha istituito 26 parchi territoriali e che ha provocato una scriteriata e inutile frammentazione, restituendo così alle Soprintendenze sia potere decisionale sia le competenze territoriali perdute;
- la creazione in tutti i centri che ne siano sprovvisti, di un Museo comunale.
- istituzionalizzazione del ruolo del volontariato archeologico nelle attività di tutela e di emergenza.

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