Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

PROVINCIA DI MESSINA: INTESA RICEVUTO-SINDACATI SUL RUOLO DELL’ENTE E SULLA TUTELA DEI DIRITTI DEL PERSONALE

Messina, 19 febbraio 2013 - “Avanti tutta insieme sui temi del ruolo dell’Ente, dei servizi e della tutela dei diritti del personale della Provincia regionale di Messina”. E’ quanto emerge dall’incontro che si è tenuto oggi pomeriggio tra il Presidente Nanni Ricevuto, le Rsu aziendali e le Organizzazioni sindacali territoriali di Cgil, Cisl, Uil, Csa e Diccap.
“Un incontro all’insegna della reciproca disponibilità al dialogo costante”, spiega Ricevuto, per raggiungere i traguardi più significativi da parte dell’Istituzione provinciale.

Per far questo, si è concordato di avviare il tavolo della contrattazione sin da giovedì prossimo. La condivisione unanime sull’impostazione data dall’Amministrazione, arricchita dai suggerimenti offerti da tutte le organizzazioni presenti, è la conferma del senso di responsabilità da tutti manifestato per affrontare l’approvazione del bilancio di previsione, che dovrà essere sottoposta ovviamente alla decisione del Consiglio provinciale, ma che si presenterà oltre l’altro confortata dai contributi dei rappresentanti dei lavoratori, alla luce anche dei drastici tagli avvenuti nel corso di questi ultimi 4 anni, pari a circa l’82%.

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