Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

UNA NORMA INIQUA CONTRIBUISCE ALL’ABBANDONO DEI CAMPI, MOZIONE PDL PER AIUTARE PICCOLE IMPRESE AGRICOLE

Palermo, 06/02/2013 - ”Paglia, sfalci, potature e altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso, se non utilizzato in agricoltura, in selvicoltura o nella produzione di energia mediante processi o metodi che non danneggino l'ambiente né mettono a repentaglio la salute, non devono essere considerati rifiuti pericolosi”.
È questo il succo di una mozione depositata da cinque deputati del Pdl all’Ars, Nino Germanà, il capogruppo Francesco Scoma, Salvino Caputo, Vincenzo Fontana e Marco Falcone, i quali, in una mozione, chiedono che si impegni il governo nazionale a operare una modifica legislativa o, in alternativa, l’emanazione di una circolare esplicativa che possa venire incontro ai piccoli agricoltori evitando che una norma iniqua, qual è quella in vigore, possa contribuire all’abbandono dei campi”.

“Oggi, la stessa giusta legge che prevede pesantissime sanzioni penali e pecuniarie per chi si rende responsabile di reati ambientali – spiegano – iniquamente equipara a ciò la combustione sul campo dei residui vegetali e configura il reato di illecito smaltimento di rifiuti, sanzionato penalmente”.
Piccole aziende agricole – concludono i deputati firmatari – producono minimi scarti, spesso legati alla potatura, oppure residui di mietitura o scerbatura che, da sempre, sono stati smaltiti con l’accensione di fuochi controllati che tra l’altro implementano e arricchiscono il terreno su cui agiscono da princìpi fertilizzanti mentre la stessa cenere, ricca di potassio, riduce o evita l’utilizzazione di prodotti chimici”.

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