Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

CATANIA, OPERAZIONE 'BISONTE': 15 ARRESTI PER TRAFFICO DI COCAINA TRA CATANIA, NAPOLI E MODENA

Operazione "Bisonte": salgono a 15 gli arresti per traffico di cocaina, sequestrata dalla Polizia. Con l'operazione "Bisonte 2" la Squadra mobile di Catania ha portato in carcere altre sei persone, che sommate a quelle già fermate in precedenza durante le indagini e a quelle già detenute per altri motivi, fanno salire a 15 le persone arrestate appartenenti a un'organizzazione criminale specializzata nel traffico internazionale di stupefacenti. Altri due appartenenti al gruppo sono ancora ricercate
Catania, 30/05/2013 - L'indagine è stata portata a termine con la collaborazione delle Squadre mobili di Napoli, Caserta, Modena e Perugia, che hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Catania. Gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, con l'aggravante, per alcuni di loro, di aver commesso il fatto al fine di agevolare l'attività dell'associazione mafiosa Cappello - Bonaccorsi.

La prima parte dell'operazione Bisonte, durata circa un anno e conclusa nel marzo 2010, ebbe inizio a seguito delle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia relative all'attività di approvvigionamento e spaccio di droga.

Alla fine gli specialisti della Mobile fecero luce su un traffico di cocaina che si sviluppava sull'asse Napoli - Catania, con la merce che veniva acquistata in Spagna, dove arrivava dal Sudamerica.
Successivamente i catanesi trovarono il modo di recarsi direttamente alla fonte per approvvigionarsi di cocaina, senza passare per Napoli, evitando così di pagare "il disturbo" ai clan della camorra, estromettendo di fatto il cosiddetto "cartello di Secondigliano", dall'acquisto delle sostanze illegali.

Grazie alle informazioni acquisite durante le investigazioni, nel giugno 2009 gli agenti riuscirono a intercettare un corriere del gruppo, fermato ad un casello autostradale nei pressi di Catania, alla guida di un autoarticolato nel quale erano nascosti 30 panetti di cocaina, per un totale di oltre 30 chili, nonché 4 pistole semiautomatiche. Grazie agli elementi acquisiti in quell'occasione furono arrestati i primi tre elementi dell'organizzazione (operazione "Bisonte").

Nel dicembre dello stesso anno fu intercettato un altro corriere con 6 chili di cocaina nascosti nella ruota di scorta della sua auto.

I pentiti hanno raccontato che campani, gli spagnoli e catanesi comunicavano tramite sms e per evitare di essere decodificati utilizzavano un linguaggio a sfondo sentimentale.

È stato calcolato che a Catania arrivavano circa 30 chili di cocaina pura ogni 15 giorni, droga che veniva acquistata ad un prezzo variabile tra i 43 e i 47 mila euro al chilo. La droga veniva poi tagliata con la percentuale di uno a tre; in questo modo i chimici triplicavano il peso finale della cocaina.

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