“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

LAMENTARSI COME INCAPACITÀ DI ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

di Silvana PARATORE -  Messina, 25/07/2013 - Elaborare pensieri negativi e lamentarsi di fronte alle situazioni poco piacevoli della vita è purtroppo un atteggiamento diffuso che purtuttavia nasconde un insidia molto pericolosa. La cosiddetta “lagna”, blocca la capacità di prendersi la responsabilità delle proprie azioni, impedendo di fatto, di agire e provare a modificare lo stato delle cose.
Lamentarsi produce risentimento e rabbia, rende incapaci al cambiamento, distorcendo la percezione della realtà. Taluni, ignorantemente, si ritengono essere vittime di qualche ingiustizia che li porta a sottovalutare il senso delle loro azioni . Chi si lamenta nega l’imputabilità di quel che gli accade. E dare la colpa agli altri è solo un’altra scusa per non assumersi la responsabilità di quello che succede.
Il segreto è piuttosto ascoltare, riflettere, ponderare, valutare, osservare, percepire, prima di autoalimentare continuamente pensieri negativi cercando la commiserazione altrui.

Tra l’altro chi è abituato a lamentarsi, a riferire ad altri su circostanze talvolta riservate che violano anche il diritto alla privacy di quanti ne sono a vario titolo coinvolti, oltre a vivere male loro stessi non rendono felici neppure gli altri. Quest’ultimi che, un po’ per curiosità, un po’ per l’incapacità di fuggire con la scusa di un improvviso impegno, un po’ perché inclini a “foraggiare” informazioni e pettegolezzi, un po’ per compassione e/o pena, si ritrovano ad essere destinatari di lamentele, dovrebbero, piuttosto che essere complici di un meccanismo perverso che non condurrà da alcuna parte, aiutare, quanti si “lamentano”, a fare un esame di coscienza colpevolizzando se’ stessi sulle conseguenze delle proprie azioni.

La celebre frase esistenzialista “l’inferno sono gli altri” esprime non solo il rifiuto degli altri, ma anche l’insofferenza per l’impossibilità della propria autosufficienza.
Le convinzioni sbagliate che sono il frutto dell’ignoranza, dell’inesperienza e della motivazione egoistica sono la causa di molti problemi. L’egoista mantiene le distanze ed è aggressivo e lamentoso. L’ignoranza esalta l’egoismo e soprattutto la ricerca della soddisfazione immediata! Ma qualunque genere di soddisfazione immediata diventa nel medio e lungo periodo la propria rovina.
Chi lamentandosi, non riconosce i propri errori, oppure non è disposto ad ammettere le proprie colpe, continuerà a vagare nel buio. L’arte del lamentarsi è comoda, non richiede particolare dispendio di energia, permette di rimanere adagiati nella condizione del “non faccio nulla… sto a guardare ed aspettare!!!!”.

Accettare le responsabilità è il modo migliore per crescere come persona. Avere sbagliato in passato e continuare a ripeterlo non aiuta. Esiste solo il presente ed è questo l’unico momento su cui intervenire per cercare di diventare nella vita migliori.

Silvana PARATORE

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