Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

LAMENTARSI COME INCAPACITÀ DI ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITÀ

di Silvana PARATORE -  Messina, 25/07/2013 - Elaborare pensieri negativi e lamentarsi di fronte alle situazioni poco piacevoli della vita è purtroppo un atteggiamento diffuso che purtuttavia nasconde un insidia molto pericolosa. La cosiddetta “lagna”, blocca la capacità di prendersi la responsabilità delle proprie azioni, impedendo di fatto, di agire e provare a modificare lo stato delle cose.
Lamentarsi produce risentimento e rabbia, rende incapaci al cambiamento, distorcendo la percezione della realtà. Taluni, ignorantemente, si ritengono essere vittime di qualche ingiustizia che li porta a sottovalutare il senso delle loro azioni . Chi si lamenta nega l’imputabilità di quel che gli accade. E dare la colpa agli altri è solo un’altra scusa per non assumersi la responsabilità di quello che succede.
Il segreto è piuttosto ascoltare, riflettere, ponderare, valutare, osservare, percepire, prima di autoalimentare continuamente pensieri negativi cercando la commiserazione altrui.

Tra l’altro chi è abituato a lamentarsi, a riferire ad altri su circostanze talvolta riservate che violano anche il diritto alla privacy di quanti ne sono a vario titolo coinvolti, oltre a vivere male loro stessi non rendono felici neppure gli altri. Quest’ultimi che, un po’ per curiosità, un po’ per l’incapacità di fuggire con la scusa di un improvviso impegno, un po’ perché inclini a “foraggiare” informazioni e pettegolezzi, un po’ per compassione e/o pena, si ritrovano ad essere destinatari di lamentele, dovrebbero, piuttosto che essere complici di un meccanismo perverso che non condurrà da alcuna parte, aiutare, quanti si “lamentano”, a fare un esame di coscienza colpevolizzando se’ stessi sulle conseguenze delle proprie azioni.

La celebre frase esistenzialista “l’inferno sono gli altri” esprime non solo il rifiuto degli altri, ma anche l’insofferenza per l’impossibilità della propria autosufficienza.
Le convinzioni sbagliate che sono il frutto dell’ignoranza, dell’inesperienza e della motivazione egoistica sono la causa di molti problemi. L’egoista mantiene le distanze ed è aggressivo e lamentoso. L’ignoranza esalta l’egoismo e soprattutto la ricerca della soddisfazione immediata! Ma qualunque genere di soddisfazione immediata diventa nel medio e lungo periodo la propria rovina.
Chi lamentandosi, non riconosce i propri errori, oppure non è disposto ad ammettere le proprie colpe, continuerà a vagare nel buio. L’arte del lamentarsi è comoda, non richiede particolare dispendio di energia, permette di rimanere adagiati nella condizione del “non faccio nulla… sto a guardare ed aspettare!!!!”.

Accettare le responsabilità è il modo migliore per crescere come persona. Avere sbagliato in passato e continuare a ripeterlo non aiuta. Esiste solo il presente ed è questo l’unico momento su cui intervenire per cercare di diventare nella vita migliori.

Silvana PARATORE

Commenti