Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MUORE DOPO IL PARTO: L'ELICOTTERO ERA GUASTO E IN RIANIMAZIONE NON C'ERA POSTO

E' morta dopo avere atteso per ore l'arrivo dell'elisoccorso nel nosocomio di Nicosia (En): sembra non vi fosse posto in rianimazione. L'elicottero dell'elisoccorso sembra pure fosse guasto. Così è morta la quarantenne Antonina Seminara assieme al bimbo che ha partorito, dopo qualche ora dal parto cesareo
Nicosia (En), 05/08/2013 - Antonina Seminara, originaria di Gangi (Pa), era stata ricoverata nell'ospedale di Sciacca (Ag) dopo avere atteso per un paio d'ore l'arrivo dell'elisoccorso.
La Seminara era arrivata in nottata nel nosocomio di Nicosia (En) dove sembra non vi fosse posto in rianimazione. La fatalità però avrebbe pure voluto che oltre alla mancanza di posto in rianimazione e l'elicottero dell'elisoccorso fosse guasto. Così è morta la quarantenne Antonina Seminara assieme al bimbo che ha partorito un bambino quando era ormai privo di vita, dopo qualche ora dal parto cesareo, è morta pure lei per le complicazioni sopraggiunte. La magistratura ha aperto un'ininchiesta.

Antonina Seminara era originaria di Gangi, in provincia di Palermo, e si trovava ricoverata nell'ospedale di Sciacca (Ag), dove era arrivata dopo avere aspettato per ore l'elisoccorso che sembra fosse guasto. In nottata la donna era poi giunta nell’ospedale di Nicosia, in provincia di Enna in condizioni piuttosto preoccupanti, al termine della gravidanza. I medici l’avevano così sottoposta a a parto cesareo ma il bimbo che portava in grembo non era riuscito a sopravvivere.

A questo punto per Antonina Seminara era stato disposto il ricovero nel reparto di rianimazione ma né ad Enna nè a Caltanissetta erano disponibili posti nei relativi reparti. Solo a Sciacca ne risultava uno libero. L'elicottero dell'elisoccorso di stanza a Caltanissetta però sembra fosse fuori uso. Dopo due ore di attesa e l’intervento dei Carabinieri, l’elicottero era arrivato da Palermo.
I familiari di Antonina Seminara hanno sporto denuncia ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica di Nicosia, che ha aperto un inchiesta. Il deputato regionale del Pd, Fabrizio Ferrandelli ha presentato un'interrogazione all'assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino.
''Occorre accertare tutte le responsabilità e verificare se ci sono stati ritardi o errori imputabili ai servizi o alle strutture sanitarie siciliane. Sta di fatto che questa tragica vicenda ci invita tutti a riflettere, ancora una volta, sull'importanza dei punti nascita soprattutto nelle aree marginali della Sicilia distanti dalle grandi strutture ospedaliere'', ha scritto Ferrandelli.





Commenti