“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

“ROMEO, GIULIETTA E LA CITTÀ”: RIPARTE IL LABORATORIO TEATRALE DI CAMPOLO E PAVONE

Giuseppe Ministeri, Presidente Daf: “Riprendiamo il lavoro sulla formazione, vero e proprio fulcro delle nostre attività”
16/09/2013 - Riprenderà domani martedì 17 settembre il laboratorio di ricerca teatrale della compagnia Daf – Teatro dell’Esatta Fantasia, presieduta da Giuseppe Ministeri, presso il Teatro
Vittorio Emanuele di Messina, sotto la guida della ormai consolidata coppia artistica formata da Angelo Campolo e Annibale Pavone.

I due attori e registi messinesi, che da più di tre anni dirigono i laboratori del ciclo “Il Gioco più Serio”, hanno deciso di trattare quella che è forse la più celebre storia d’amore di tutti i tempi, trasformandola in una vera e propria sfida per i partecipanti: scopo del laboratorio è infatti dar via a un processo creativo per attraversare la vicenda dei due giovani innamorati e i temi dell'opera (amore, morte, odio e redenzione) indagando un’altra grande protagonista del testo, la città. Verona infatti è il luogo cardine dell’azione del dramma: in primo luogo per le lotte sociali che la attraversano e l’incapacità di trovare pace e accordo tra i cittadini - un tema dall’evidente e assai attuale richiamo – ed anche per la sua particolare geografia scenica che fa cambiare vorticosamente ambientazione alla storia, come fosse un film, tra strade, stanze di corte, saloni, balconi, sgabuzzini, chiese e cortili.

"Sin dagli inizi del laboratorio – racconta Annibale Pavone - è stato Shakespeare il punto da cui partire per mettersi in gioco e parlare di noi stessi. Questo ha portato a spettacoli come "Trafficu ppi nenti", "Orchestra Shakespeare" e "Tempesta" in cui i versi shakespeariani si sono trasformati in una drammaturgia originale che ha utilizzato spesso anche il dialetto. Nel recente e ancora in divenire studio su Otello, spettacolo che ha già riscosso molti consensi in diversi festival di livello nazionale, abbiamo cominciato a indagare il rapporto tra giovani e adulti, tra la purezza dei sentimenti e il loro inquinamento, tra l'illusione e la disillusione. E sarà questo il tema al centro del saggio-spettacolo che concluderà nel prossimo dicembre il laboratorio: quanto i contrasti e le lotte che quotidianamente facciamo o siamo costretti a fare per affermarci o semplicemente per vivere possano uccidere l'amore, la sincerità, la possibilità di vivere felici."

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