“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere

Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars.  “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”.   Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato.  All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici.  “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...

SCHIFANI: "NESSUNA CRISI MA SIAMO PRONTI A QUALUNQUE BATTAGLIA"

Schifani: Noi pronti alla crisi, ma tutto dipende dal Pd. La nota del capogruppo del Pdl al Senato
Roma, 05/09/2013 - “Non siamo pronti a nessuna crisi di Governo, naturalmente tutto dipenderà dai comportamenti degli altri partiti non dal nostro. La posizione é stata sempre chiara. Oggi abbiamo fatto un’articolata capigruppo dove abbiamo registrato la fortissima compattezza di tutti i parlamentari attorno a Silvio Berlusconi e abbiamo
espresso solidarietà nei confronti di alcuni senatori che sono stati indicati dai giornali come presunti traditori. Il gruppo é compatto, unito, pronto a qualunque tipo di battaglia”.

“La documentazione dei giudici svizzeri rivelata dal settimanale Tempi e le notizie pubblicate oggi dal quotidiano Libero svelano la totale infondatezza della sentenza pronunciata sui diritti Mediaset. Se é vero che non soltanto Mediaset e la televisione svizzera, ma anche la Rai comprava regolarmente i diritti tv della Paramount servendosi della mediazione di Frank Agrama a prezzi addirittura comparabili, se ne deduce che questi fosse un intermediario reale e non fittizio. Con questo ulteriore fatto, così come l’inesistenza di prove della presunta cessione di denaro da parte di Agrama al Presidente Berlusconi, risulta evidente che l’intero processo sia stato viziato fin dall’origine conducendo a una sentenza ingiusta, che si dovrebbe correggere”.

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