Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

ANTIRACKET E ANTIUSURA: FIRMATO IL PROTOCOLLO D'INTESA PER SUPPORTARE LE VITTIME DELLE ESTORSIONI

Caltanissetta, 12/11/2013 - Presso la Prefettura di Caltanissetta, in viale Regina Margherita, 30, il presidente degli industriali siciliani, nonché vicepresidente di Confindustria con delega per la legalità, Antonello Montante, e Tano Grasso, presidente onorario della Fai (Federazione delle Associazioni
Antiracket e Antiusura Italiane), hanno firmato il protocollo d'intesa per supportare imprese e imprenditori vittime delle estorsioni.
L'obiettivo dell'intesa è fornire assistenza, dal momento della denuncia alla fase processuale, a tutti gli imprenditori che decidono di ribellarsi al racket.  
L’intesa, sottoscritta pure dal Commissario nazionale per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, il prefetto Elisabetta Belgiorno, dal prefetto di Caltanissetta, Carmine Valente, e dal presidente della Fai, Giuseppe Scandurra, rientra nell’ambito del progetto PON Sicurezza, dal titolo “Caltanissetta e Caserta sicure e moderne”, finalizzato proprio allo sviluppo di una rete di tutela del sistema imprenditoriale locale dalle pressioni criminali, dal racket e dall’usura.

"Stiamo registrando forti resistenze culturali, non provenienti dal nostro mondo, ma da altri sistemi. La mafia, infatti, non teme le denunce di per se': se e' vero, come e' vero, che tornano a chiedere il pizzo anche da chi li aveva gia' denunciati". E' l' allarme lanciato dal presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, presentando il protocollo d' intesa in procinto di essere sottoscritto con la Federazione Antiracket Italiana. "Alla mafia fa paura - ha proseguito - chi ha un ruolo di coordinamento che puo' far cambiare l' intero sistema, anche e soprattutto dal punto di vista culturale".

"Questo accordo con Confindustria mette a regime l'esperienza tecnica di 23 anni del movimento antiracket - ha detto Tano Grasso, presidente onorario della Fai - cercando di ridurre il più possibile l'esposizione per l'imprenditore, in questo modo diventiamo il braccio operativo. Gli imprenditori, adesso, non hanno più alibi". "Questo protocollo nasce da un delibera di Confindustria del 28 febbraio 2010 sull'espulsione degli imprenditori condannati, e non poteva non nascere a Caltanissetta - ha detto il prefetto Elisabetta Belgiorno - e' importante mandare da questo territorio esempi come questi:e' un sano contagio che speriamo si possa diffondere a livello nazionale. Occorre far capire che il pizzo non è un normale costo di esercizio, l'impresa etica è quella libera da condizionamenti".

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