Giro di Sicilia 2026, al via la XXXV edizione dal 12 al 17 maggio, 200 equipaggi al via da Palermo

  Giro di Sicilia 2026, al via la XXXV edizione dal 12 al 17 maggio.  Sostenibilità ambientale, record storici e un ponte verso il Giappone.  I 200 equipaggi partiranno mercoledì 13 maggio da piazza Verdi   Palermo, 6 maggio ’26  – T enere in vita le auto storiche e sfidare il tempo con l’utilizzo di carburanti innovativi. È la sfida della  XXXV rievocazione del Giro di Sicilia, la leggendaria corsa ideata nel 1912 da Vincenzo Florio, presentata stamattina a Villa Niscemi. L’evento, organizzato dal Veteran Car Club Panormus, si svolgerà dal 12 al 17 maggio e vedrà oltre 200 equipaggi da tutto il mondo attraversare i palcoscenici naturali più belli dell’Isola. Alla conferenza stampa hanno partecipato Antonino Auccello, presidente del Veteran Car Club Panormus e consigliere federale Asi, Automotoclub storico italiano; Giovanna Meli della Ctf Viaggi, organizzatrice tecnica del Giro; Mariano Cuccia, direttore e vicepresidente del Veteran Car Club Panormus; l’as...

PATTI: QUANDO IL GIOVANE MANFRÈ CORREVA IN BICICLETTA E IL TRAFORO DEL CALAVÀ INGHIOTTIVA FAUSTO COPPI

Una storia di vita e di una città, Patti, domenica 29 alle ore 18 all’Auditorium comunale di piazza Mario Sciacca a Patti. A raccontarla lo scrittore Giuseppe Alibrandi con “ Il volo dell’Airone e il canto del tenore”. A seguire spezzoni del giro d’Italia del 1954 e canzoni della band Manfrè-Magistro
Patti, 28/12/2013 - Com’era Capo Calavà quando il giovane Manfrè correva in bicicletta o faceva il giro vespistico dopo aver smesso di correre e continuò a vivere tra corse e biciclette? Era anche il tempo di quando il giro di Sicilia per professionisti e dilettanti del 1936 arrivava a Patti e per dormire i ciclisti tornavano a Gioiosa Marea trovando un letto per dormire.
O il traforo del Calavà inghiottiva i corridori compreso il grande Fausto.
Vai Coppi, vai campionissimo
Nessuno ti verrà a prendere
Sullo stradone di sampietrini
Nel traforo del Calavà.
.....................
Una storia di vita e di una città, Patti, che andrà in scena domenica 29 alle ore 18 all’Auditorium comunale di piazza Mario Sciacca a Patti. A raccontarla lo scrittore Giuseppe Alibrandi con “ Il volo dell’Airone e il canto del tenore”. A seguire spezzoni del giro d’Italia del 1954 e canzoni della band Manfrè-Magistro.

Un giorno, quando Alfredo teneva bottega a San Giorgio, davanti ai ricordi del padre corridore ciclista e costruttore di bici, mi sono candidato a scrivere questa storia ed ho atteso fino a quando non ho avuto tra le mani l’album con “I miei ricordi più cari” con la collezione di foto, articoli di giornali, programmi di gare ciclistiche, inviti a gare che il padre carmelo raccoglieva. Tra le firme spiccava quella di Nibo, Nino Bonsignore, giornalista sportivo al tempo del giro dei Nove comuni.
Questi ricordi o storie di famiglia, oggi fanno parte della storia, grazie alla famiglia che ha acconsentito che lo diventasse. Senza questi gesti non è possibile fare storia nè tantomeno il museo della storia. E’ la testimonianza di uno che ha lavorato con gli archivi che custodiscono la memoria storica.
Patti è la città dove sono andato ad abitare per tredici anni in via Magretti 157, divenendo parte della mia vita e più che una città attaccata alle terga sgretolate di una vecchia collina mi ha sempre dato la suggestione marinettiana di una città pronta a fare le prove generali per andare in scena. Piazza Giardina è la scena con la sua doppia funzione di spazio pubblico e di teatro all’aperto dove è andato in scena il Giro d’Italia del 1954 con le scommesse tra coppiani e bartaliani, il salotto letterario con Saggio Quasimodo e gli altri poeti frequentaori del ristorante di don Tindaro Donzì. La cavea è questo ordine di spazi -Via Magretti è uno di questi spazi- addossati al pendio naturale della città che si affacciano sulla piazza abbracciandola, il salotto buono dove il pubblico recita da protagonista in doppiopetto.

I percorsi di memoria aiutano a ripercorrere il passato, ma non già per cadere in depressione, ma per immaginare come potrebbe essere il nostro futuro con l’esperienza del passato, perchè è questa vita a non avere limiti e a consentirci, come ai campioni del passato, di volare.



Commenti