Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SERVIZI SOCIALI MESSINA, CISL FP E UIL FPL: “OCCORRE UNA PROGRAMMAZIONE SINERGICA E RAGIONATA”

Messina, 10 dicembre 2013 - “Deludente e blando, quasi a dimenticare che siamo di fronte a urgenze ed emergenze”. È bollato così dal segretario generale della Cisl Fp Calogero Emanuele e dal segretario generale della Uil Fpl Giuseppe Calapai l’incontro con l’assessore comunale ai Servizi sociali Antonino Mantineo che avrebbe dovuto fare chiarezza sulle disponibilità delle risorse del bilancio comunale e sul possibile utilizzo di una pro-quota di fondi della 328.

“L’assenza dei funzionari e dei dirigenti addetti e la decisione di lavorare su tavoli separati – affermano – crea solo l’alibi per un rinvio e un aggiornamento delle sedute. Non sappiamo se sia una strategia o una mancata sinergia tra l’assessore e il dipartimento, certo tutto fa pensare che l’Amministrazione abbia un suo disegno e gli incontri col sindacato diventano solo momenti di confronto inutile e formali”.
Nel corso dell’incontro l’assessore ha assicurato che nel bilancio di previsione saranno previste le stesse risorse dell’anno precedente, pari a circa 22 milioni di euro, ma il sindacato ha chiesto l’impegno “di mantenere assolutamente tutta la forza lavoro oggi utilizzata e recuperare, attraverso i progetti finanziati con fondi pregressi della 328, le unità di personale rimaste fuori con i precedenti affidamenti”.

“Altra storia – aggiungono Emanuele e Calapai - invece è la programmazione del Distretto D26 relativo al triennio 213/2015 che, deve essere pianificata e ragionata, congiuntamente ai fondi di bilancio e alle risorse dei Piani di Azione e Coesione”.
La Cisl Funzione Pubblica e la Uil Fpl continuano a chiedere risposte su tre punti che, in ogni incontro, sono puntualmente rimandati, a cui l’assessore non riesce o non vuole dare risposte.

“Il primo punto – spiegano – è il riordino e l’implementazione degli uffici del dipartimento dei servizi sociali, dove si sono registrati trasferimenti di personale e le decisioni restano prerogativa di pochi, quindi la costituzione di uno staff di lavoro interno per procedere a un’analisi dei bisogni reali dell’utenza ed esercitare il ruolo di controllo, vigilanza e valutazione dei servizi sociali, sin’oggi lasciato alla libera decisione delle cooperative affidatarie. Infine, nelle more dell’approvazione del bilancio di previsione – sottolineano Emanuele e Calapai – sono strategicamente importanti il confronto e le proposte sui nuovi bandi, per quali bisogna ipotizzare affidamenti triennali senza ricorrere al ‘copia-incolla’ o a procedure di aggiudicazione spesso in contrasto anche col dettato della normativa vigente in materia di affidamento di forniture e servizi in ragione di un nuovo riordinato programma di offerta dei servizi sociali”.
Cisl Fp e Uil Fpl hanno chiesto all’Amministrazione impegno reale sull’annunciata riduzione della forza lavoro di Casa Serena, gestita dalla Cooperativa Azione Sociale, in quanto “non è accettabile che una Cooperativa, in regime di proroga, proceda a licenziamenti o messa in mobilità di lavoratori”.

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