Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

“MUDIR. TUTTA LA MIA PRIMA VITA”, A MESSINA IL LIBRO AUTOBIOGRAFICO DI ALFONSO CALABRESE

Lunedì 13 al Feltrinelli Point Messina. Con l’autore interverranno i professori Federico Martino e Mario Bolognari
Messina, 11/01/2014 - “Molti che non conoscevano altra lingua tranne l'arabo, si rivolgevano verso di me chiamandomi ‘Mudir’. E' una parola che vuol dire tutto: per quella gente io ero la persona alla quale bisognava rivolgersi con deferenza e non si poteva fare altrimenti se non premettendo la parola ‘capo’ a inizio di ogni contatto verbale.
La parola Mudir, infatti, in linea di massima, identifica un capo con compiti di comando, di gestione rispetto a qualcosa di una certa rilevanza. E' un appellativo che permette una comunicazione in un certo senso distante, quasi a demarcare un sottile confine di rispetto tra la gente del posto che non conosce il nome dell'interpellato e, al contempo, consente di rispettare una persona di cui si pensa essere un superiore, appunto un ‘Mudir’”.

Ed è MUDIR. Tutta la mia prima vita (I parte) il titolo del libro autobiografico di Alfonso Calabrese che sarà presentato lunedì 13 gennaio alle ore 18 al Feltrinelli Point Messina. Dialogheranno con l’autore i professori Federico Martino e Mario Bolognari. Un titolo “abbastanza strano”, che appunto si spiega fin dalle prime pagine. Si tratta, in effetti, di una prima parte, il racconto in sei capitoli della vita dell’autore dall’ottobre del 1948 al dicembre del 1985. La seconda parte (dal gennaio dell’86 al marzo del 2003) è in fase di scrittura e sarà pubblicata entro quest’anno.

Sessantacinque anni “suonati”, come dice l’autore, Calabrese è al suo primo libro. Ma “se la salute mi assiste, non sarà l’unico”. Dalla prima infanzia ad Alì Terme, agli anni messinesi, “sopra” via La Farina, un luogo, dice lui, in cui grazie alla Chiesa, i giovani potevano salvarsi dal diventare delinquenti, dall’assunzione come tecnico alla Sirti alla laurea “tarda”, nell’82, a Salerno, in Scienze politiche, studiando alla fine di una giornata di lavoro di otto ore, dall’impegno politico agli anni da “Mudir” in Libia e nel Sultanato dell’Oman, “il libro termina con il fidanzamento con quella che sarebbe diventata mia moglie, ma la seconda parte che sto già scrivendo racconterà come sia riuscito a sopravvivere ad un infarto e a rovinare il mio matrimonio e il rapporto con mia figlia”. Alla quale MUDIR (Persiani Editore) è dedicato. “Scrivere senza nascondere è un modo per farle sapere chi sia stato suo padre, nel bene e nel male”.

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