Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

CIMINO (VS):”UN IMPEGNO PRECISO DEL GOVERNO RENZI PER LA CITTA’ DI AGRIGENTO, VALLE DEI TEMPLI COMPRESA”

Palermo 13marzo 2014-“ Il crollo del costone roccioso in via della Vittoria, strada centrale del centro cittadino di Agrigento, verificatosi alcuni giorni addietro, che ha provocato danni e che rischiava di causare una strage, stando ai dati, sarebbe solo la punta di un iceberg. La conformazione del territorio della città e gli scarsi interventi, negli anni, per la prevenzione e per la sicurezza del territorio, sono elementi che destano preoccupazione.

Ad oggi manca una mappatura dettagliata delle zone a rischio di dissesto idrogeologico per la città di Agrigento, da stilare con il contributo del Comune di Agrigento, della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Prefettura, della Sovrintendenza e delle associazioni ambientaliste. Occorre infatti sapere, carte alla mano, quali sono le zone che rivelano un grado di rischio maggiore e che necessitano di interventi di sicurezza, sebbene nella consapevolezza della difficoltà legata al reperimento delle risorse per gli interventi di messa in sicurezza e per la quale occorre un impegno preciso del governo nazionale.

Ad aggravare il quadro, inoltre, la notizia (riportata dal Corriere della Sera lo scorso 5 marzo) secondo la quale l’ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha rilevato che tra le zone più pregiate che devono rimanere sotto stretta sorveglianza c’è addirittura la Valle dei Templi di Agrigento, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’Umanità «Questa importante area storico-archeologica è interessata da tempo da un esteso fenomeno di dissesto classificabile principalmente come scorrimento traslativo rotazionale con alcuni piccoli fenomeni di crollo e ribaltamento innescatisi nel 1976. Tale fenomeno coinvolge potenzialmente sia il Tempio della Concordia sia quello di Giunone Lacina così come la fortificazione, l’altare dei sacrifici e la cisterna dell’area archeologica».

Cio’ conferma il dato emergenziale della situazione della città di Agrigento, per la quale chiedo un intervento del governo Renzi a fronte di una mappatura generale del rischio da dissesto idrogeologico”. Lo ha dichiarato il deputato regionale di Voce Siciliana all’ARS ,l’On Michele Cimino.



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